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Quelli che prendono stipendi pubblici e s’inginocchiano davanti alla tomba di Mussolini a Predappio

di Giancarlo Grassi #maiconsalvini twitter@torinonewsgaia #nofascismi

 

E’ una storia tutta leghista, ma potrebbe essere una storia di Fratelli d’Italia visto come velocemente si spostano gli elettori che prima osannavano Salvini verso la bionda Meloni, almeno stando ai sondaggi, quella che viene dalla giunta regionale del Piemonte dove il portavoce dell’assessora leghista Caucino “ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione” Andrea Lorusso, giovine un con una certa passione per Mussolini, si è autofotografato mentre prega inginocchiato davanti alla tomba del DucePredappio.

Un bel gesto, diciamo. Come sono bei gesti le sue pubblicazioni su Facebook, foto con Salvini, le battute su Di Maio (lo definisce come il “cucchiaio di Matrix”, quando si dice la cultura) ed una foto, quella che pubblichiamo in alto ripresa da Repubblica, che lo ritrae mentre a mani giunte, in ginocchio, è in preghiera di fronte alla tomba del Duce a Predappio.

La giunta leghista è imbarazzata, oltre che immobile e imbarazzante, e lui, Andrea Lorusso, è nell’occhio del ciclone e si difende come può. O come sa, non che ci importi… Comunque con un un post, naturalmente su Facebook, che fa più danni che altro.

 

Ne deriva, dal post, che se le “goliardate da ragazzo” sono anche delle imbarazzanti stupidaggini la responsabilità non è del ragazzo che ama le goliardate – anche se inginocchiarsi a pregare davanti alla tomba del Duce ci sembra più di una goliardata, ma tant’è – ma è colpa del paese, l’Italia, dove uno che guadagna soldi pubblici dal paese per il suo lavoro può definire il suo datore di lavoro – la Regione Piemonte, quindi lo Stato, quindi i soldi dei cittadini – “un Paese che pensavo civile e democratico”. Perché la presa di responsabilità prima di tutto.

Ora il giovin Lorusso è nella bufera perché c’è un post del 2010 in cui teorizzava, citando Mussolini, “che la donna al tempo del fascismo deve obbedire” e “nel nostro stato non deve contare”. Tutto opinioni che ora rinnega, frutto del giovanilismo e della goliardìa.

Nel frattempo il governatore Cirio è furioso – e non solo immobile come la sua giunta – e dice che vuole capire meglio sottolineando le espressioni di Lorusso come “parole inaccettabili” e l’assessora Caucino si dissocia, minacciando querele per chi “collega la mia immagine a una visione fascista del mondo”. Infatti si scrive del suo portavoce Andrea Lorusso: c’è lui inginocchiato a Predappio davanti alla tomba del Duce non c’è certo l’assessora. Certo pensarci meglio prima di dare gli incarichi…

 

 

(6 ottobre 2019)

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