Sventolava la bandiera palestinese al Giro d’Italia (ma c’è anche dell’altro). Arrestata e poi rilasciata

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di M.M.

Il problema è iniziato quando l’UCI (l’Unione Ciclistica Internazionale) non ha escluso i ciclisti israeliani dal Giro d’Italia, o meglio, come si legge dal messaggio inviato dalla dirigenza del centro sociale Askatasuna di Torino nel loro canale Telegram: “per la violazione delle leggi di diritto internazionale (nello specifico, della convenzione internazionale contro l’apartheid nello sport) da parte dell’UCI, organizzatori del Giro d’Italia, che hanno invitato a partecipare la squadra ciclista sportiva sionista Israele premier tech”.

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Anche il Giro d’Italia è diventato un’occasione per fare politica ed una ragazza, a quanto pare simpatizzante di Askatasuna, stando ai comunicati, di nome Sara, è stata arrestata e portata in Questura. Sempre da Askatasuna, si legge: “Ci ha comunicato ora l’avvocato che è in stato di arresto nelle celle di sicurezza del commissariato San Paolo, sicuramente fino a lunedì, quando verrà processata per direttissima per violenza e resistenza a pubblico ufficiale”.

Si può dire che, da qualsiasi parte si guardino gli accadimenti, questa esplosione di tensioni sociali non giova a nessuno? A conclusione momentanea della vicenda, che immaginiamo avrà strascichi, Sara è già stata rilasciata.

 

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