“Non è più soltanto il professionista sanitario, già martoriato da turni estenuanti e aggressioni fisiche, a essere sotto attacco. A Torino, è stata colpita l’anima stessa della Sanità Pubblica. In una giornata che dovrebbe celebrare la tutela di chi cura, la sede dell’ASL Città di Torino è stata teatro di un’incursione violenta”.
Lo scrive una nota stampa firmata da Marco Pappalardo, del SIIET Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
“Un manipolo di individui ha violato i corridoi della Direzione Strategica Aziendale, imbrattando muri, mettendo a soqquadro gli uffici – beni pubblici, patrimonio di ogni cittadino. Gli atti non hanno risparmiato il personale amministrativo e sanitario, costretto a subire minacce verbali nel luogo che dovrebbe essere il santuario dell’organizzazione e della cura. Oggi non abbiamo assistito a un dissenso” continua la nota “ma a una profanazione. Quando si assalta il cuore pulsante di un’Azienda Sanitaria, non si colpisce un dipendente pubblico o un muro: si colpisce il diritto costituzionale alla salute di ogni singolo cittadino. È un attacco diretto allo Stato. Le nostre Istituzioni sono oggi parti lese al pari di ogni infermiere e medico che opera in prima linea. Siamo testimoni di un paradosso atroce: quegli stessi individui che oggi hanno umiliato e minacciato i professionisti della salute domani varcheranno le soglie di un Pronto Soccorso certi di trovare braccia pronte ad accoglierli e mani pronte a curarli, senza distinzione di ideologia o credo. È questa la nostra grandezza, ma è anche la nostra ferita più profonda.” – commenta così il dott. Marco Pappalardo, Responsabile SIIET per il Piemonte, la Liguria e la Valle d’Aosta, esprimendo una condanna ferma e accorata, elevando un grido di dolore per una categoria professionale ormai allo stremo.
La Società Italiana Infermieri Emergenza (SIIET) ritiene inaccettabile che la lecita dialettica democratica venga sostituita dalla prevaricazione fisica, le minacce e la violenza. La sanità è un bene comune, universale e apartitico. Ogni ufficio distrutto e ogni insulto proferito è un passo verso il baratro di un sistema che, se privato della sicurezza dei suoi operatori, è destinato al collasso. Chiediamo fermamente che le autorità competenti agiscano con il massimo rigore affinché questi atti ignobili non restino impuniti e affinché la dignità dei professionisti sanitari venga ripristinata come pilastro fondante della nostra società civile. Non basta più la sola solidarietà da parte delle istituzioni, serve una reazione coraggiosa. Esse stesse sono vittime di questo clima di odio e devono farsi scudo per i propri servitori. Ci auspichiamo azioni concrete e immediate per tutelare chi garantisce la salute; il rischio è il deserto professionale. Quando si parla di carenza di personale, si guardi anche a queste macerie. Chi può continuare a scegliere una professione di cura se l’unica risposta è il fango e la violenza? Se si continuerà a lasciare solo il personale della sanità, a subire questo scempio, dopo di loro, i cittadini saranno davvero soli” – conclude così Pappalardo.
Piena solidarietà viene espressa anche dal Presidente Nazionale SIIET dott. Andrea Andreucci, e da tutto il direttivo che manifesta vicinanza a tutto il personale e ai dirigenti della sanità che ogni giorno garantiscono, nonostante le continue difficoltà, ognuno con le proprie competenze il funzionamento efficiente di un complesso sistema volto a tutelare e garantire la salute pubblica sempre e comunque.
(13 marzo 2026)
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