di Redazione Torino
L’esposizione è realizzata con il contributo di un comitato scientifico internazionale composto da Vittorio Sgarbi, Gilles Chazal (ex direttore del Petit Palais di Parigi), Maïthé Vallès-Bled (già direttrice del Musée des Beaux-Arts di Chartres e del Musée Paul Valéry di Sete), Alain Tapié (Storico dell’arte, direttore della Collezione Peindre en Normandie) e la curatela di Vincenzo Sanfo e presenta circa 300 opere di oltre 100 artisti.
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La mostra ha aperto l’11 marzo a Torino, ed è un’ampia mostra che punta a raccontare le origini e la storia del rivoluzionario movimento artistico nato in Francia a metà dell’Ottocento. La mostra è suddivisa in tre sezioni: pre-impressionismo, impressionismo e post-impressionismo.
Per la prima volta in Italia, una mostra raccoglie opere rappresentative di tutti gli artisti partecipanti alle 8 mostre impressioniste, tenutesi tra il 1874 e il 1886, con 45 dipinti ad olio, 23 opere tecnica mista, opere grafiche, studi preparatori, ceramiche, sculture, a significare la ricchezza delle loro ricerche che, partendo dal classicismo di Ingres e attraversando il realismo di Courbet e la lezione dei barbisonnier, hanno portato alla nascita dell’Impressionismo e alla sua eredità.
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(11 marzo 2023)
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