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Solo il 60% (più o meno) dei gestori avrebbe abbassato il prezzo della benzina come richiesto dal Governo

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di Alfredo Falletti
Alfredo Falletti

Si potrebbe ipotizzare che coloro che dovrebbero rispettare le misure, per quanto temporanee, del governo Meloni prendano assai meno sul serio Meloni e decisioni dell’esecutivo di quanto l’esecutivo non prenda se stesso. E son problemi. Perché la già sufficientemente sbugiardabile misura delle (agg’ a mori’) accise che calano di 25 (anzi 24,4) ridicoli centesimi per altrettanto ridicoli 20 giorni e poi si vedrà, è rispettata secondo fonti autorevoli da circa il 60% dei gestori di pompe di benzina italiani. Gli altri forse appartengono alla stessa casta del Governo del poi si vedrà, casta nota come quella dei facciamo tutti quello che ci pare. Se è vero quindi che le quotazioni media del carburante sono sotto i 2 euro al litro, sia per il diesel sia per la benzina, è vero che la notizia vale per il 60% dei gestori.

Scrive La Stampa che “il calo alla pompa non è omogeneo nel Paese. Il valore medio di listino dei carburanti diminuisce in tutta Italia, ma con andamenti a macchia di leopardo al punto che i listini alla pompa nelle varie regioni risultano ancora immotivatamente elevati e non registrano un calo pari al taglio delle accise per 24,4 centesimi”.

Così tipicamente italiano, non trovate? E tutto così caotico che è proprio il Codacons a sottolineare come in tutta Italia l’annunciato taglio che “sarebbe dovuto scattare ancora non si è visto alla pompa, con i distributori che stanno vendendo benzina e gasolio a prezzi addirittura più alti” rispetto a quelli in vigore nel pre-decreto-miracolo del 24,4 centesimi.
Secondo una nota del Codacons “i gestori di impianti di rifornimento non avrebbero ricevuto dalle compagnie petrolifere indicazioni sulla riduzione delle accise, ed essendo vincolati dai prezzi indicati dai fornitori non possono autonomamente ridurre i listini praticati agli automobilisti. La situazione di caos danneggia così non solo i consumatori, che al momento non stanno beneficiando dei promessi tagli delle accise, ma anche gli stessi gestori di impianti, costretti a operare nella più totale incertezza. E intanto i listini alla pompa macinano altri record, come quello registrato sull’autostrada A22 Brennero-Modena dove nella mattinata del 19 marzo, secondo i dati pubblicati dal Mimit citati dal Codacons, il diesel “supreme” era venduto al servito a 3,159 euro al litro, 2,849 euro/litro al self“.

Insomma il governo dei miracoli riesce a trasformare in gironi infernali quasi tutto quello che tocca con i decreti-tampone del tanto-poi-si-vedrà, senza predisporre nessun controllo, perennemente alla rincorsa della prossima misura tampone con la quale farsi un po’ di propaganda dando la colpa alle sinistre. Del resto è noto che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.

 

 

(20 marzo 2026)

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