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Il Tavolo Animali e Ambiente chiede alla Regione la sospensione della caccia

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L’estate che sta volgendo al termine ha presentato caratteristiche climatiche del tutto anomale, tanto da risultare una delle più calde di sempre. La perdurante siccità ha inoltre accentuato gli effetti del fenomeno, anche favorendo la diffusione e la propagazione di innumerevoli incendi boschivi. Solo in Piemonte diverse migliaia di ettari di superficie boscata sono andate distrutte. Il recupero alla funzionalità ecosistemica di tali territori, ammesso che sia possibile, richiederà decenni.
L’ambiente naturale ha subito pesantissime conseguenze, non solo a livello di vegetazione, ma anche per quanto riguarda la componente faunistica. Molti animali sono morti per l’impossibilità di reperire acqua oppure tra le fiamme, altri si sono dispersi e spesso i processi riproduttivi non hanno avuto successo. Ne risulta un drammatico impoverimento della biodiversità della nostra Regione, già sottoposta a una miriade di altri fattori limitanti.

Il Tavolo Animali e Ambiente (di cui fanno parte le più importanti Associazioni ambientaliste e animaliste della nostra Regione) ha pertanto richiesto alla Regione Piemonte la sospensione dell’attività venatoria, la cui apertura è prevista per il prossimo 20 settembre, anche se in realtà si potrà sparare a numerose specie anche prima di tale data. La Legge Regionale che disciplina la caccia, infatti, prevede che: “La Giunta regionale può vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia a determinate specie di fauna selvatica di cui all’ articolo 18 della legge 157/1992 , per importanti e motivate ragioni connesse alla consistenza faunistica o per sopravvenute particolari condizioni ambientali, stagionali o climatiche o per malattie o altre calamità”.

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Di fronte a una situazione assolutamente eccezionale, riteniamo doveroso che la Regione Piemonte applichi tale opportunità, sospendendo la caccia per la prossima stagione venatoria, o comunque prevedendo sostanziali limitazioni.
Ricordiamo inoltre che sulla stagione venatoria pende l’esito di un ricorso al TAR presentato dalle Associazioni Federazione Nazionale Pro Natura, ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) e PAN (Pro Natura Animali), il quale, ravvisando numerose e palesi irregolarità nella stesura del calendario venatorio, ha chiesto l’annullamento di quest’ultimo. Un primo risultato è già stato raggiunto: la preapertura al colombaccio, prevista in 8 giornate nella prima metà di settembre, è stata cancellata.

Firma il comunicato stampa per il Tavolo Animali e Ambiente, pubblicato integralmente, Piero Belletti.

 

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(25 agosto 2026)

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