“C’è una distanza abissale tra la retorica sulla legalità sbandierata a favore di telecamera negli anniversari e le scelte concrete fatte nelle aule parlamentari. La decisione della maggioranza di centrodestra di negare alla magistratura l’acquisizione delle chat tra il sottosegretario Andrea Delmastro e l’imprenditore Caroccia è un fatto d’una gravità inaudita”.
A dichiararlo è il segretario regionale del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, commentando il voto con cui la maggioranza ha respinto la richiesta degli inquirenti.
“Solo pochi giorni fa abbiamo assistito alle rituali commemorazioni in memoria del giudice Paolo Borsellino, con la destra di governo pronta a ergersi a paladina dell’antimafia. Oggi, alla prima prova dei fatti, quella stessa maggioranza erige un muro di protezione per difendere un proprio esponente, impedendo ai giudici di fare chiarezza sui rapporti e sui contatti con soggetti legati alla criminalità organizzata. È questa la loro idea di legalità? Una giustizia a fasi alterne, che vale per i cittadini comuni ma si ferma di fronte ai palazzi del potere e ai membri del governo? La domanda a questo punto sorge spontanea ed è politica prima ancora che giudiziaria: cosa c’è in quelle conversazioni? Cosa hanno da nascondere per spingersi fino a negare la trasparenza e l’operato della magistratura? Chi non ha nulla da temere non ha motivo di nascondere i propri messaggi. Pretendere trasparenza non è un attacco politico, ma un dovere morale e istituzionale verso le cittadine e i cittadini”.
(22 luglio 2026)
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