di Redazione
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“Le notizie sulla comunità LGBT che arrivano dalla Cecenia sono sempre più preoccupanti. Risulta che almeno un centinaio di uomini gay siano detenuti in un centro di prigionia ad Argun, da dove arrivano notizie di torture e almeno tre morti. Interrogato sul tema il capo della Repubblica Cecena Kadyrov dichiara ‘Non si possono detenere e perseguire persone che semplicemente non esistono nella Repubblica Cecena’. La rabbia derivante da queste notizie e ancor più da questa dichiarazione non ha limiti. Oltre ad aver aderito alla campagna di Condividilove e, assieme alla Sindaca, a quelle di AllOut e di Amnesty, scriverò a nome della Città di Torino a Sergey Razov, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Federazione Russa nella Repubblica Italiana, per chiedere un immediato intervento della Federazione nei confronti del capo della Repubblica Cecena”.
Lo ha dichiarato l’assessore comunale alle Pari Opportunità, già presidente di Arcigay, Marco Giusta. E francamente mai dichiarazione è apparsa più priva di senso alla luce della orribile legge sulla propaganda omosessuale in vigore in tutta la Federazione Russa.
(17 aprile 2017)
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