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Trasporti a Roma: i fornitori dicono stop e il baratro è bello, bellissimo…

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di G.G., #Roma

 

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La situazione non è “bella, bellissima” ed il baratro nemmeno: anzi secondo le ultime notizie la linea metropolitana di Roma è prossima al collasso. Ai fornitori non è andata giù la scelta di Raggi la Favolosa e della sua Giunta di Premi Nobel della soluzione del concordato in bianco, così hanno detto “stop”. Lo scenario non promette niente di buono: tornelli chiusi, macchine emettitrici fuori servizio, meno sicurezza, niente unità cinofile in metropolitana. Forse ci sarà anche dell’altro, perché al peggio non c’è mai fine.

Atac sta così per fronteggiare cose che voi umani non potete nemmeno immaginare, ma in una nota assicura che “garantirà tutti i servizi nelle stazioni metro, dalla manutenzione dei tornelli a quella delle emettitrici dei biglietti”, scrive Repubblica, il cui articolo prosegue: “L’azienda infatti è in costante contatto con i fornitori per individuare le soluzioni più efficaci per coniugare le loro aspettative con le esigenze del servizio (…) non esiste alcuna emergenza relativa alla disponibilità di biglietti e sono stati già individuati i modi per assicurare la continuità delle forniture”.

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Il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari ha notizie differenti. Scrive infatti che la Mecstar (società che stampa i titoli di viaggio) interromperà tra pochi giorni le consegne; la Sipro, azienda che gestisce le Macchine emettitrici di biglietti (Meb), ha interrotto il caricamento di nuovi titoli e lo svuotamento del denaro cash depositato nelle apparecchiature; e il consorzio responsabile della manutenzione dei tornelli, che permette ad Atac di calcolare con precisione gli incassi, ha accorciato i tempi previsti per l’interruzione del servizio portando così l’azienda a perdere il controllo sui ricavi a breve. Atac rassicura, la Sindaca delle Funivie tace ed anche noi non ci sentiamo molto bene.

Atac è in panico, ma l’importante è non lasciare che il panico lasci il posto al disatro [sic] che si chiama mancati incassi, in pochi giorni, per svariati milioni di euro nel caso le macchinette distributrici dovessere saltare definitivamente (possibile che lo siamo già mentre state leggendo). Svariati milioni di euro in pochi giorno sono un sacco di soldi: Atac del resto non naviga nell’oro. Anzi, è sull’orlo del crac. E va garantita la continuità del servizio. Nel frattempo c’è anche il problema sicurezza antiterrosimo: una delle imprese che si occupa di security ha già detto bye bye ad Atac, causa debiti non pagati, scrive sempre Repubblica. A tutto questo si aggiungono sciocchezzuole come Cotral e Trenitalia, partner di Atac nel consorzio Metrebus e soci nella gestione e vendita del biglietto unico, che stanno lavorando giorno e notte per sganciarsi dall’azienda romana.

A Roma è proprio tutto bello… Anzi, bellissimo…




(22 settembre 2017)

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