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Salvini: “Il Mes non è un derby”, e infatti lui non è un centravanti

di Redazione #Maiconsalvini twitter@torinonewsgaia #Mes

 

E’ giunto il momento di cambiare di nuovo strategia, perché le tonnellate di escrementi verbali sovranisti che nulla dicono perché inventati di sana pianta, non pagano più. ecco quindi il tribuno leghista – che del Coronavirus e dei morti ammazzati dal virus se ne frega, non avendo detto una parola sulla questione né sulla disastrosa gestione delle regioni dove il suo partito governa– torna sul Mes.

E’ quello stesso Mes che ha votato lui, col suo partito, con Meloni ministro, con Bossi nel Governo – il Berlusconi IV – nel 2011, quello dello spread a 522,8 punti base, salvo poi rifiutarsi di votarlo di nuovo nel 2012 perché si trattava di avere un’arma contro Mario Monti che è poi stata regolarmente usata, mistificando la realtà.

Ora il ragionevole Tribuno della mistificazione ha deciso di apparire statista ed ha deciso di approfondire [sic]. “Non esiste un Mes senza condizioni: Berlusconi o Prodi possono dire quello che vogliono ma il Mes è stato istituito da un trattato (…) Se uno chiede mille miliardi di euro li deve restituire e il problema sono le condizionalità”… Certo non tutti hanno il culo della Lega di poter restituire 49 milioni sottratti allo Stato attraverso rimborsi elettorali non dovuti in 49 anni.  E poi l’affondo mistificatore: “Se accedi, questo fondo ti potrà chiedere tagli alle pensioni”.

Lo ha detto a Radio Anch’io. Senza contraddittorio. Quel contraddittorio che invece viene reclamato quando parla dittatore di Giuseppe Conte. o che devono avere gli scienziati al Festival della Scienza. Perché per la Lega di Salvini la olitica e la scienza sono la stessa cosa: un’opinione. Che cambi possibilmente a seconda della convenienza.

In realtà se l’Italia ottenesse i finanziamenti necessari alla sua ripartenza, e li otterrà nonostante Salvini e Meloni e i loro amici sovranisti olandesi del paradiso fiscale intra-europeo, a Salvini e alla sua bionda amica che gli erode i consensi, verrebbe a mancare il terreno fertile della disuguaglianza sociale sulla quale scatenare il loro rancido alito di odio  e divisione. Per questo non vogliono che l’Europa salvi l’Italia. Non vogliono. Altro che arrampicarsi sugli specchi cambiando opinione ogni tre giorni a seconda dei sondaggi. Questa è la politica che ammazza l’Italia. E la praticano dal 1994.

Certo che “Il Mes non è un derby”. Lo dice uno che non solo non è un politico, ma non è neanche un centravanti.

 

(15 aprile 2020)

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