E Matteo Salvini si suicida (politicamente) per la terza volta

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di Giovanna Di Rosa, #politica

La guerra non guerreggiata è iniziata con una dichiarazione di Luca Zaia, “la linea vincente dentro la Lega? Quella dei governatori. I ragazzi hanno capito e si vaccinano, del resto viaggiano, non come certi leoni da tastiera”. Erano giorni in cui Salvini agitava le acque del mare agitato degli estremismi per andare contro il governo e guadagnare un punto su Meloni. Stiamo semplificando, perché qui siamo genti semplici.

L’esercizio era di puro equilibrismo, e per gli equilibrismi ci vogliono qualità sennò cadi dal filo e ti spezzi in due. Salvini è in ottima compagnia con altri equilibristi: ad esempio il parlamentare Claudio Borghi dalla parte di chi non vuole obblighi per poi votare a favore con tutta la Lega (quella presente, gli altri si defilano e votano in 45). Insomma una posizione di lotta e di governo in una situazione in cui è necessario fare ripartire l’Italia e uscire dalla pandemia. Ma Salvini pensa ai sondaggi, non ha un progetto, non ha un programma e sceglie per le grandi città candidati che non ispirano nessuna fiducia. E basta dare un’occhiata a ciò che succede a Milano.

Ma lui va avanti per la sua strada e rilascia dichiarazioni su vittorie stravinte, che non avverranno e si mette contro tutto il partito. Con la partita aperta delle amministrative 2021, con alcune città che non arrideranno certamente all’alleanza Meloni-Salvini, con la ribellione dentro la Lega in atto, non si prevede un gran futuro per la segreteria Salvini. Certo l’uomo ha molte risorse… Ma il giorno in cui la Lega avrebbe cominciato ad impallinare Salvini doveva arrivare.

 

(19 settembre 2021)

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