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Lunedì 18 ottobre al Cinema Centrale Arthouse di Torino, “La Storia di una Lacrima”

di Redazione, #Cultura

La Storia di una lacrima di Giovanni Coda è un’opera di poesia visuale che parla di emozioni profonde e viscerali, toccando senza filtro i cuori. Ma è anche un film che si impegna civilmente per sostenere diritti ancora non riconosciuti. Attinge, infatti, alla prosa ed alle parole di Piergiorgio Welby, tratte dal suo romanzo Ocean Terminal, e dalle sue lettere aperte che, dal 2006 al 2009, portarono alla ribalta della scena mediatica e politica il tema della scelta libera di una morte dignitosa ed opportuna. Proprio come richiesto, ancora oggi, dalle migliaia di cittadini italiani che sostengono il referendum a favore dell’ eutanasia.

Prodotto da Labor Cinema con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission e distribuito da Ac Labor, il film ha vinto come miglior documentario al New Renaissance Film Festival (London – UK), è stato selezionato come lungometraggio in concorso al Florence Queer Festival. Presentato in anteprima USA il 9 ottobre al Social Justice Film Festival di Seattle (USA), e al Cinema Farnese di Roma – in presenza di Mina Welby e del critico e storico del Cinema Adriano Aprà. Ha vinto ora come miglior film sperimentale al  Mannheim Arts and Film Festival (D) e sarà proiettato prossimamente a Syrause (New York – USA), San Antonio (Texas – USA) e Cagliari. Tornerà in proiezione a Roma l’8 dicembre per la prestigiosa rassegna “Fuorinorma”.

Regista cinematografico, autore, sceneggiatore e fotografo italiano, Giovanni Coda è autore di installazioni video-fotografiche in musei e gallerie internazionali tra cui la Biennale di videoarte a Venezia e Milano, Cultural Salon Ayoama di Tokyo, Watermans Arts Centre di Londra, la Maison d’Italie a Parigi, il Museo Reina Sofia di Madrid e altri. Dal 2020 è membro dell’Advisory Council del Social Justice Film Festival & Institute di Seattle nel ruolo di Consigliere-Ambasciatore. Dalla sua filmografia citiamo L’attesa (1995) L’ombra del ricordo (1996), Il passeggero (1998), Tagli (1998), Lìmites (1999), Drawing (2000), Serafina (2002), Big Talk (2005), One Tv Hours (2007), Brighteness (2012). Nel 2013 firma testo, regia e fotografia del lungometraggio Il rosa nudo, ispirato alla vita di Pierre Seel, deportato in un campo di concentramento all’età di 17 anni poiché schedato come omosessuale (27 selezioni ufficiali in festival internazionali e 11 premi) e nel 2015 scrive e dirige Bullied to Death (ITA-USA)2016, 75′). Seguono il cortometraggio Xavier (2017′, 8′), dedicato al poliziotto ucciso nell’attentato terroristico agli Champs-Elysées e il film Mark’s Diary (ITA-UK 2019, 75’).

 

(17 ottobre 2021)

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