di Redazione Torino
Trasmettiamo, integralmente, il comunicato stampa del segretario del PD Piemonte Paolo Furia.
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Mentre in Consiglio Regionale si consuma un conflitto nel centrodestra tutto figlio della pessima figura della vicenda della Presidenza della Repubblica, il cielo continua a splendere blu terso sulle nostre teste. Sempre bella la città col cielo terso; però la situazione idrica è un disastro e le conseguenze sull’agricoltura saranno pesanti. Ripeto inoltre che dobbiamo aspettarci una primavera piovosa e forse alluvionale.
L’Assessore regionale all’ambiente Marnati risponde al mio appello su Repubblica Torino di fare presto che la fretta è cattiva consigliera e che la Regione ha fatto già molto, approvando il piano dell’aria e dei rifiuti (che erano già stati redatti durante la Giunta Chiamparino, e vabbé).
Io non penso che la Regione abbia la bacchetta magica né che si debba fare in materia ambientale tutto e subito; penso però che alcune cose vadano fatte immediatamente. Una cosa che la Regione può fare è stimolare una cabina di regia con enti locali, protezione civile, autorità di ambito per monitorare:
che i letti dei fiumi siano ripuliti ora che c’è la secca, perché quando ci sarà la piena sarà pericolosissimo;
he siano individuate e eliminate le discariche a cielo aperto che proprio la secca sta mostrando, mettendo a nudo che questa regione abbiamo un problema con i rifiuti;
che tutti gli enti locali appaltino manutenzioni e asfaltature con asfalti adatti senza cercare su questo tipo di lavori il massimo ribasso;
far pressione affinché sia superata la norma quadro secondo la quale non si può riforestare una zona incendiata se non dopo 5 anni, a meno di previa autorizzazione e riconoscimento di situazione di speciale dissesto, perché quando vi è un incendio vi è sempre dissesto e ciò che oggi è bruciato domani franerà.
Il problema in Piemonte come in Italia non è scrivere un ben piano per le politiche ambientali, ma come attuarlo, superando i limiti di una governance iper frammentata, a cavallo tra autorità e attori pubblici e privati. Una gestione ordinaria non è sufficiente. Siamo di fronte a un processo di trasformazione strutturale del clima del nostro Piemonte e dobbiamo intervenire con una spinta diversa.
(9 febbraio 2022)
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