Omogenitorialità. A Torino siete troppo avanti, la nostra Legge non è pronta

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di Gi. Orvieto

Il 23 aprile 2018 il primo riconoscimento a Torino dell’iscrizione all’anagrafe per i figli e le figlie di coppie omogenitoriali. Primo comune in Italia ad inserire un libretto per creare parità di diritti alla nascita. Da allora 80 sono i bambini e le bambine che ne hanno usufruito. Iniziativa che rimane comunque confinata al comune di Torino, ed ora neanche più lì.

Il prefetto richiama il sindaco Lo Russo sulla legittimità del suo operato “gli atti di Stato civile sono redatti secondo le modalità stabilite dal ministero dell’Interno, escludendo margini di discrezionalità operativa”. Ovvero, quello che si sta facendo è un’iniziativa che non è sorretta da una legge, semplicemente perché una legge non esiste o non è chiara. Lo stesso Ministero dell’Interno che emise il decreto del 31 gennaio 2019 sulla disciplina dell’emissione della carta d’identità elettronica per i minori, attraverso il quale viene modificata la dicitura “genitore” con quella di “padre” e “madre”, da lì la proposta di tornare indietro, poi più nulla.

Il Sindaco di Torino esprime la sua amarezza di fronte a questo trattamento iniquo.

Un blocco, quello al libretto torinese, che sembra un salto all’indietro ma che in realtà è un passo che non è mai stato fatto da parte del legislatore, nonostante le sollecitazioni da parte della stessa Corte Costituzionale nel rendere più chiaro il quadro di legge. Questo, purtroppo, ci rende, ancora una volta, sempre più distanti dai paesi costituenti europei e sempre più vicini a quelli che non hanno leggi attente alla salvaguardia della parità dei diritti umani. La sperequazione è la testimonianza del gap culturale che esiste tra le persone che abitano questo paese e il parlamento. Niente di nuovo, dopo l’affossamento del DDL Zan sappiamo bene quanto poco la politica si spenda a tutela dei diritti della comunità LGBTQIA+.

Ma per quanto ancora vogliamo girarci dall’altra parte non legiferando su un fenomeno che esiste?

 

(24 marzo 2022)

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