Estradato Vittorio Raso, arrestato due volte a Barcellona

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di Redazione Torino

Nel pomeriggio odierno, personale del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, unitamente a personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, agli operatori della Squadra Mobile di Torino e della Polizia di Frontiera dello Scalo Aeroportuale di Malpensa, ha dato esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Torino nei confronti di Vittorio Raso, condannato a 17 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e altri delitti, sempre inerenti al traffico di stupefacenti.

L’esecuzione del provvedimento restrittivo è stata resa possibile dal perfezionamento delle procedure di estradizione del catturando che, nell’ambito di una recente attività investigativa, avviata sulla scorta della sua dichiarazione di latitanza e coordinata dalla D.D.A. della Procura della Repubblica di Torino, era stato localizzato in Spagna dagli investigatori della Squadra Mobile torinese.

Vittorio Raso, inserito nell’elenco dei 100 latitanti di massima pericolosità facenti parte del programma speciale di ricerca, era stato già tratto in arresto a Barcellona il 10 ottobre 2020 e, successivamente liberato, veniva nuovamente arrestato, sempre a Barcellona, il 22 giugno 2022 e consegnato dalle autorità spagnole a quelle italiane nel corso della mattina di oggi 11 agosto, giungendo sul territorio nazionale, scortato da operatori del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, nel primo pomeriggio dello stesso giorno con un volo percorrente la rotta Barcellona-Milano Malpensa.

L’arresto di Vittorio Raso giunge, peraltro, a poco tempo di distanza dall’esecuzione dei molteplici provvedimenti restrittivi emessi dall’Autorità Giudiziaria torinese nei confronti di 28 persone, tra cui lo stesso latitante, su cui la Squadra Mobile ha acquisito elementi indiziari convergenti, secondo l’ipotesi di accusa, nella ricostruzione investigativa dell’esistenza di un’associazione criminale, capeggiata dallo stesso RASO e attiva nell’importazione di ingentissimi quantitativi di sostanza stupefacente sull’asse Spagna-Italia, con un volume di affari stimato in svariati milioni di euro. Tale ultimo procedimento versa, peraltro, nella fase delle indagini preliminari e pertanto vige la presunzione di non colpevolezza degli indagati.

(11 agosto 2022)

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