Colpito con le solite clave all’italiana che colpiscono con violenza coloro che per qualche motivo diventano scomodi, anche la triste storia di Mimmo Lucano già condannato a tredici anni e due mesi in primo grado è arrivata al suo fine naturale crollando miseramente ogni accusa come crollano i castelli di carta (e gli accusatori d’argilla).
Le accuse erano, naturalmente, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina – che l’odio contro i migranti e le accuse gratis abbondano in questo paese – più altri fatterelli, ma non era vero niente. A parte una piccolezza da pena sospesa. Lo hanno deciso i giudici della Corte d’Appello di Reggio Calabria che hanno stabilito solo una condanna a un anno e sei mesi con pena sospesa per abuso d’ufficio. Non c’era sistema criminale, non andava forse nemmeno letto, dietro il modello Riace che tanto rompeva i coglioni. Non esiste nulla di quanto costruito. Per Mimmo Lucano finisce un incubo.
Torino, Festival “Alta Felicità”, identificate 436 persone
<script type="application/ld+json"> { "@context": "https://schema.org", "@type": "NewsArticle", "mainEntityOfPage": { "@type": "WebPage", "@id": "https://torino.gaiaitalia.com/2026/07/26/torino-festival-alta-felicita-identificate-436-persone/" }, "headline": "Torino, Festival \"Alta... →
Condanna anche per Maria Taverniti, un anno e tre mesi pena sospesa. Assolti da tutte le accuse gli altri sedici imputati. Chissà dove sono quelli che sparano a zero contro le sentenze giudicate sbagliate dei Giudici che “dovrebbero pagare”. E chi costruisce falsi impianti accusatori dovrebbe pagare anche lui, lei, loro, o no?
(12 ottobre 2023)
Festa delle Alpi, al via a Pontechianale la nuova cooperazione transfrontaliera
È iniziata oggi a Pontechianale, in provincia di Cuneo, la Festa delle Alpi, manifestazione dedicata alla cooperazione tra... →
©gaiaitalia.com 2023 – diritti riservati, riproduzione vietata

