“È notizia di ieri, ad un solo un mese e mezzo dalla trionfale inaugurazione della riattivazione della Ferrovia Torino Caselle, dell’ennesimo guasto sulla linea che ha causato pesanti disservizi per l’utenza: un convoglio che viaggiava in direzione Aeroporto, dopo numerose soste fuori stazione, ha concluso il suo viaggio anzitempo a Venaria, a causa dell’ennesimo guasto ad una motrice. I viaggiatori, che in assenza di sistemi di comunicazione sono stati avvertiti personalmente dalla macchinista, costretta a passare in ogni singola carrozza, hanno così dovuto attendere l’arrivo del convoglio successivo per raggiungere le proprie destinazioni”, così Claudio Desirò, Segretario di Italia Liberale e Popolare, commenta l’ultimo episodio, registrato ieri, Lunedì 11 Marzo, e che si aggiunge alla sequela di disservizi che si registrano quotidianamente sulla tratta ferroviaria riattivata a Gennaio scorso.
“Alla soppressione delle corse, spesso nemmeno segnalate all’utenza, ai continui ritardi, anch’essi non segnalati, alla sporcizia di carrozze e stazioni, si aggiungono ripetuti guasti alle vetture e le estreme difficoltà di utilizzo da parte dell’utenza diversamente abile, dovute ad un parco carrozze ormai estremamente datato”, aggiunge Desirò.
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“Una situazione che si trascina fin dai primi giorni dalla riattivazione quando, finite le celebrazioni, sono emersi tutti i gravi problemi a cui nessuno sembra voler mettere mano, nonostante le ripetute segnalazioni, ormai quotidiane”, continua Desirò.
“Sono passate alcune settimane dalle passerelle politiche e mediatiche e da allora il bacino servito dalla Torino Caselle, così come l’utenza che ne vorrebbe usufruire per poter raggiungere l’Aeroporto della Città, ha a disposizione un servizio pessimo ed al contempo costoso, che si prefigura sempre più come l’ennesima infrastruttura inaugurata in tutta fretta a favore di telecamere ed a discapito del suo reale stato dell’arte. Un pessimo biglietto da visita per la Città di Torino e per la Regione Piemonte che ancora oggi, nel 2024, non riesce a dotarsi di un servizio di trasporto adeguato per servire, non solo il bacino di Comuni che si affacciano sulla tratta, ma tutti i viaggiatori che partono o arrivano all’Aeroporto di Caselle”, conclude Desirò.
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(12 marzo 2024)
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