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Sorveglianza speciale per Don Alì, sedicente “Re dei Maranza”

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Il Questore di Torino, attraverso la locale Divisione Polizia Anticrimine, ha presentato al competente Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione, la proposta di Sorveglianza Speciale di P.S. nei confronti di un soggetto, più noto alle cronache con l’appellativo di (Don Alì) “Re dei Maranza”, particolarmente attivo sulle più note piattaforme social, ove esibiva le proprie condotte antigiuridiche, ottenendo milioni di visualizzazioni.
Dalla ricostruzione dell’excursus criminale emergevano numerosi comportamenti violenti e minacciosi, in danno di soggetti vulnerabili, minorenni, anziani e anche titolari di piccoli esercizi commerciali che, per timore di ripercussioni, in talune circostanze non avevano denunciato le angherie subite e verso le quali il soggetto sistematicamente usava frasi di scherno quali “[…]a me non mi arresta nessuno! Io sono come un grillo”, “[…] vai a chiamare la polizia che se ti prendo da solo […]”, in altre circostanze invitava i suoi follower ad atteggiamenti di aperta sfida verso l’Autorità, postando tutorial in cui, per esempio, istruiva su come aggirare e sfuggire i controlli delle forze dell’ordine.

Le suddette condotte avevano interessato anche controllori di treni; in uno specifico episodio alla richiesta di esibizione del titolo di viaggio aveva risposto con tono minaccioso “[…] se continui così stasera non torni a casa da tua moglie, non mi interessa che sei un pubblico ufficiale chiama pure chi vuoi”, colpendo successivamente il malcapitato al volto con un forte schiaffo e facendogli cadere il cellulare dalle mani. I video che immortalavano “le gesta”, spesso postate in diretta, avevano ottenuto milioni di visualizzazioni, soprattutto da parte di giovanissimi utenti della rete, generando un preoccupante rischio di emulazione, idoneo ad alimentare il fenomeno sempre più diffuso delle cosiddette baby gang.
Particolare risalto mediatico aveva ottenuto il video pubblicato in data 21.10.2025, titolato “aspettando la preda” nel quale realizzava una “spedizione punitiva” nei confronti di un maestro di scuola d’infanzia di Torino, nella circostanza in compagnia della figlioletta, accusandolo falsamente di maltrattare un alunno.

In relazione alla gravità delle condotte poste in essere nel corso degli anni e puntualmente ricostruite da personale della locale Divisione Anticrimine, il Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione ha accolto la proposta del Questore di Torino, sottoponendo l’uomo alla misura della Sorveglianza Speciale di P.S. per la durata di anni 3 (tre), con l’obbligo di soggiorno nel Comune di residenza.
Detta misura impone a soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica rigide prescrizioni e limitazioni tendenti a controllarne l’operato, al fine di arginarne la conclamata e attuale pericolosità ed evitare che commettano ulteriori reati.
Infatti, vista la peculiarità delle condotte poste in essere dal soggetto, avvezzo a diffonderle ed amplificarle a mezzo social, così da aumentarne la portata offensiva ed intimidatoria ed il rischio di emulazione, veniva imposta la particolare prescrizione del “divieto di comunicare o diffondere audio o video tramite internet, anche per interposta persona”.

 

 

 

(25 febbraio 2026)

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