Dopo la diffida ricevuta da parte dell’Avvocatura della Regione Piemonte dal consigliere comunale di Torino, Angelo Catanzaro, interviene il segretario regionale del PD Piemonte e consigliere regionale Domenico Rossi: “Angelo Catanzaro ha denunciato una realtà drammatica e reale: 25mila famiglie piemontesi con anziani non autosufficienti e persone con disabilità rischiano di restare senza assistenza. Angelo conosce bene questi temi, perché se ne occupa da anni come amministratore e perché è lui stesso una persona con disabilità. Nessuno più di lui ha titolo per portare questa battaglia”, dichiara Rossi.
“Di fronte a una denuncia così seria, la Regione non ha dato una risposta politica, non ha preso un impegno per risolvere i problemi di migliaia di famiglie. Ha risposto con una diffida dell’Avvocatura regionale, intimando la rimozione del post entro 48 ore e minacciando azioni legali e risarcimento danni. uesta è la destra in Italia e in Piemonte: siamo arrivati al divieto di critica. Per loro esiste solo la propaganda, non la responsabilità di governo. Se non fosse un fatto grave, ci sarebbe da prenderli in giro. Ma siamo di fronte a qualcosa di pericoloso per la democrazia piemontese» ha aggiunto il segretario dem che interroga direttamente la giunta: «Chi ha dato mandato all’Avvocatura di procedere contro un consigliere di opposizione? Il presidente Cirio ne era al corrente? Lo condivide? I piemontesi hanno diritto a una risposta chiara. L’Avvocatura regionale non è, e non può diventare, un ufficio legale personale da usare contro gli avversari politici. Voglio che sia chiaro: Angelo non è solo. Tutta la comunità del PD piemontese è al suo fianco. Ma soprattutto sono in migliaia, in tutta la regione, ad aspettare risposte concrete sulla non autosufficienza, non intimidazioni contro chi la denuncia”.
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Rossi conclude: “Potete diffidarci tutti. Ma ai cittadini piemontesi non servono diffide: servono risorse, servono risposte, serve una Regione che si occupa delle persone fragili invece di difendersi dalle critiche di chi lo chiede”. Il PD Piemonte annuncia che porterà la vicenda in Consiglio regionale, chiedendo alla Giunta di chiarire pubblicamente la catena di responsabilità dietro l’iniziativa dell’Avvocatura.
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(20 agosto 2026)
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