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Torino, revocati anche i P.R.U.S.A. Cioè evviva la Torino immobile a 5Stelle

foto ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

di Gaiaitalia.com, #Torino

 

 

“Il vicesindaco Guido Montanari, nel corso di una riunione congiunta delle Commissioni consiliari seconda e sesta, ha presentato la delibera relativa allo stralcio dei Programmi di Rigenerazione Urbana, Sociale e Architettonica (PRUSA), predisposti tra il 2013 e il 2016”. Cioè ha reso noto come il M5S ha paralizzato Torino.

Il comunicato stampa ricevuto in redazione informa poi che nello “specifico il provvedimento è relativo all’ex area Thyssenkrupp e Castello di Lucento (350mila metri quadrati tra corso Regina Margherita, via Pietro Cossa, via Pianezza e le sponde del fiume Dora), le aree a Nord e a Sud di corso Romania (965mila metri quadrati), la zona compresa tra strada del Portone, il confine con Grugliasco, corso Tazzoli, corso Tazzoli 215 interno e corso Orbassano (superficie complessiva di circa 150mila metri quadrati), e l’area compresa tra corso Bramante, corso Turati e la linea ferroviaria (uno spazio urbano che misura circa 110mila metri quadrati)”. Il comunicato si preoccupa poi di spiegare la ridefinizione di “scelte strategiche di pianificazione per la riqualificazione di aree urbane di rilevante estensione che, fino ad alcuni anni fa, hanno ospitato complessi industriali e attività artigianali. I nuovi progetti, in linea con gli indirizzi della Sala Rossa” che un altro comunicato stampa prima o poi speriamo renderà noti, “dovranno puntare al ritorno di insediamenti destinati ad attività produttive, al recupero del patrimonio edilizio esistente, alla salvaguardia e all’ampliamento delle aree verdi, alla riduzione delle aree destinate a complessi commerciali e nuove residenze”.



Palazzo Civico informa poi che nelle aree citate “si avrà una riduzione delle superfici per il commercio di circa 240mila metri quadrati e di quelle residenziali per circa 165mila metri quadrati, mentre invece le aree a destinazione produttiva aumenteranno di circa 841mila metri quadrati” preoccupandosi quindi di inserire una nuova dichiarazione del vicesindaco Montanari con la quale veniamo informati informa che “non si pensa di insediare le industrie rumorose e inquinanti di un tempo, ma di avere aree destinate all’industria 4.0, alla logistica, al coworking, ecc…”, ed è francamente quell’ecc… – che può significare qualunque cosa – ciò che inquieta di più. Nel frattempo Torino frena ulteriormente grazie alla giunta di Quella Brava.

 




(30 luglio 2017)

 

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