Virginia Raggi la Favolosa e i lavoratori degli appalti Atac senza stipendio

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di Giancarlo Grassi, twitter@gaiaitaliacomlo

 

 

Soltanto poche ore fa appariva un post su Twitter, non dal profilo della Sindaca, che parlava del vanto di Virginia Raggi di “governare” avere una città che paga puntualmente, invece dei creatori di debiti di “prima”, per via dell’adagio a 5Stelle che è sempre colpa di di c’era prima. O di qualcun altro in ogni caso.

Sarebbe bello sapere cosa pensa la Sindaca dell Funivie e del Libero Scambio, colei che ha visto nel concordato per Atac al quale il Tribunale ha detto per ora “sì”, creditori permettendo, del problemuccio con il quale devono fare i conti i lavoratori delle ditte degli appalti Atac senza stipendio da quattro mesi, al di là dei suoi proclami via Facebook che raccontano di una Roma dove è “tornata la legalità nei conti. Deve rassegnarsi chi rimpiange i tempi in cui si saltavano scadenze, si ignorava il rispetto delle norme e si produceva quel debito mostruoso di 13 miliardi di euro che i romani stanno pagando. Con il benestare di tutte le forze politiche e degli organi di controllo. Ancora una volta la nostra amministrazione ha dato il via libera a un documento di bilancio nei tempi stabiliti dalla legge e rispettando la normativa di riferimento. Il Bilancio Consolidato 2016, approvato venerdì sera dall’Assemblea Capitolina, ci restituisce una fotografia fedele della situazione economica e patrimoniale di Roma Capitale e delle sue principali società partecipate, Ama e Atac”

 

 

Di 140 persone che hanno famiglia, dipendenti degli appalti esternalizzati da Atac per l’intervento e il recupero sui mezzi che si guastano in strada che non ricevono lo stipendio perché l’azienda Atac, quella magnificata da Raggi negli ultimi giorni con post e comunicati stampa entusiastici, non paga le loro ditte, la stessa Raggi non fa menzione. Né dice cosa il famoso “concordato” farà per questa gente che dopo avere lavorato con onestà – assai decantata l’onestà dai 5Stelle, ma mai quando serve – si trovano a dover manifestare per vedere pagati i loro stipendi.

L’importante è sorridere. Perché alla fine, nonostante i problemi, tutto è “bello… bellissimo”. Soprattutto quando i problemi ce li hanno gli altri.

 




(2 ottobre 2017)

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