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“100 anni di pace la costruzione della pace, dal Novecento a oggi”, dal 2 novembre a Torino

di Redazione #Torino twitter@gaiaitaliacomlo #Cultura

 

L’altro volto della Storia si svela attraverso la mostra transmediale 100 anni di pace: la sua costruzione, dal Novecento a oggi; un percorso fotografico ed esperienziale che è stato raccontato questa mattina in conferenza presso lo store di prodotti carcerari Freedhome e introdotto alla presenza dell’Assessore alla Cultura della Città di Torino, Francesca Leon, dalla Presidente del Centro Studi Sereno Regis, Angela Dogliotti e dei curatori della mostra Dario Cambiano, Elena Camino e Paolo Candelari. Tra gli interventi da segnalare anche quello dell’avv. Bruno Segre e dei giovani attori del Liceo Liceo Germana Erba.

È una storia a tratti silenziosa quella che sarà raccontata, fatta di piccoli, ma enormi passi, tra i più noti e spesso bellici eventi mondiali e che si snoda lungo tre percorsi tematici, raccolti intorno alla grande cupola geodetica costruita dalla scenografa Paola Bizzarri. La mostra transmediale 100 anni di pace è realizzata grazie al sostegno di Fondazione CRT e con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese; gode del patrocinio della Città di Torino e della media partnership di RSI – Radiotelevisione svizzera ed eHabitat.

La mostra transmediale sarà inaugurata venerdì 2 novembre alle ore 17.30 nella sala Gabriella Poli del Centro Studi Sereno Regis, articolandosi tra i no alla guerra, le lotte per i diritti civili tra difese e conquiste, i movimenti per la tutela dell’ambiente. La prima sezione – No alla guerra – vedrà susseguirsi le storie di pace attraverso le forme di resistenza civile, i movimenti e le azioni nonviolente contro il militarismo e per l’obiezione di coscienza. La seconda sezione – Satyagraha, la forza della non violenza per costruire giustizia – ci parlerà delle forme di resistenza nonviolenta contro il colonialismo e dei movimenti per i diritti civili e la giustizia economica e sociale in tutto il mondo. La terza sezione – Gaia, la nostra casa comune – rifletterà sulla preservazione dalle violenze sui socio-eco-sistemi: campagne contro il nucleare e gli inquinamenti industriali, manifestazioni contro le grandi dighe e land-grabbing; azioni per i diritti animali, sviluppo dell’ecofemminismo e protezione della stabilità climatica.

Dopo 500 anni di sfruttamento, nel corso del Novecento il continente africano e quello asiatico tentarono di liberarsi dal colonialismo occidentale, che a tratti aveva assunto caratteri di vera e propria predazione. Un percorso che non è ancora finito: oggi, al giogo militare e politico si è spesso sostituito lo sfruttamento economico. In Asia Gandhi riuscì a guidare il popolo indiano nella liberazione dall’oppressione britannica. Più a nord, in Pakistan, brillò la luce nonviolenta di Abdul Gaffar Khan. In Africa, ispirati dall’azione di Gandhi, Patrice Lumumba, John Luthuli, Kwame Nkrumah, Kenneth Kaunda guidarono l’opposizione al potere bianco. La stessa Europa, con i movimenti giovanili, ma anche con le obiezioni di coscienza, contribuì a porre fine a quel secolare abuso. La lotta contro il colonialismo nelle Americhe e in Australia assunse toni, se possibile, ancora più drammatici. In quei contesti, il colonialismo europeo aveva sterminato quasi totalmente le popolazioni indigene: a inizio Novecento non rimanevano che poche migliaia di nativi a rivendicare una ormai impossibile indipendenza.

Molti sono inoltre gli eventi collaterali che hanno orbitato e orbiteranno intorno all’inaugurazione della mostra e al periodo in cui sarà aperta al pubblico: dal 3 novembre al 2 dicembre 2018, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.30, giovedì e venerdì dalle 17.00 alle 20.00 e sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.00; tutti i giorni, a ingresso libero. Le mattine dal lunedì al venerdì sarà data priorità di visita alle scuole con un massimo di due classi per mattinata. Per le prenotazioni è possibile accedere direttamente al calendario predisposto registrandosi al seguente indirizzo: https://cssr.reservio.com.

Oltre al sostegno della Fondazione CRT e ai fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, il patrocinio della Città di Torino e la partnership di Associazione Museo Nazionale del Cinema, Bertha Von Suttner Peace Institue, Centro di Documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale, Coordinamento Comuni per la Pace, Emergency, Federazione esperantista italiana, Fondazione Luigi Micheletti, Forum trentino per la Pace e i Diritti umani, Gruppo ASSEFA Torino, Liceo Germana Erba – Teatro Nuovo Torino, International Fellowship of Reconciliation, International Network of Museums for Peace, Movimento internazionale della Riconciliazione, Movimento Nonviolento, Mundaneum, Pax Christi, Pro Natura Torino, Senzatomica, WAR Resisters’ International e Women International League for Peace and Freedom.

 




 

(30 ottobre 2018)

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