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Quei civilissimi consiglieri che vogliono “ammazzare gay e pedofili”. L’accostamento è falso, ma va molto di moda

di Paolo M. Minciotti #LGBTI twitter@torinonewsgaia #DirittiUmani

 

Il linguaggio troglodita va di moda, perché per distruggere l’esistente e costruire l’agognata democrazia illiberale dei loro sogni, c’è bisogno di complici: quali complici migliori delle grasse pance italiane gravide di odio ed intolleranza che, incapaci di costruire alcunché, se la prendono con tutti coloro che in qualche modo avvertono come differenti?

Protagonista della triste storia di morte e disperazione (interiore, la sua consigliere) è il consigliere di Fratelli d’Italia,  quel partito del 6% e qualcosa che cavalcherebbe qualsiasi cosa pur di guadagnare visbilità – perché essere bionda non basta – eletto a giugno a Vercelli, vicepresidente del Consiglio Comunale, Giuseppe Cannata al quale non si chiede di essere d’accordo con il fatto che le coppie dello stesso sesso possano vivere insieme e regolarizzare la loro unione, ma si chiede di non pubblicare bestialità che accostino omosessualità e pedofilia – forse ignorando che la stragrande maggioranza dei casi di pedofilia avvengono all’interno di famiglie eterosessuali, si cerchi i dati  – e di evitare di inneggiare alla morte altrui come se il mors tua vita mea non fosse la menzogna che è.

 

 

Il post, pubblicato su Facebook – dove il profilo è introvabile – e ripreso su tutti i social come se se ne sentisse la mancanza, è l’esempio di quell’ignoranza becera e forcaiola, quella dei bifolchi al potere di cui deliravamo, che una popolazione inviperita e sempre più intollerante manda ad occupare posti di potere senza riflettere.

Come scrivevamo da qualche altra parte quando saranno i vostri figli e le vostre figlie ad essere pestate per la strada perché gay o lesbiche o quando sarà qualcuno dei vostri cari ad essere accusato ingiustamente di pedofilia, o quando anche le vostre libertà individuali saranno ridotte al minimo, rifetterete su come avete votato.

Noi, da parte nostra, il nostro mestiere di opinionisti e grilli parlanti lo abbiamo fatto e per quel tempo là continueremo a fare il nostro mestiere in un paese civile, che quasi certamente dovrà essere un altro.

 

 

(22 luglio 2019)

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