di G.G. #Torino twitter@torinonewsgaia #Appendino
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Chiara Appendino è politicamente mezza morta e non dispiace nemmeno tanto non provare un minimo di partecipazione umana. I 5 stelle di Torino perdono pezzi, la maggioranza a sostegno di Chiara Appendino è sempre più risicata e la vita della città che doveva rappresentare la riscossa dei 5 Stelle per cambiare l’Italia ha soltanto rivelato, prima ai torinesi poi al resto d’Italia, di che pasta sono fatti i 5Stelle. Pasta d’acciughe andata a male.
Se ne è andato anche il consigliere Aldo Curatella salutando bye bye la pregiata altrimenti appendinica giunta rendendo note le sue ragioni: “Non era questo il Movimento, non erano queste le finalità che ci si prefiggeva e non è più possibile restare all’interno di un contenitore che ha solo l’intestazione originaria ma è ormai quanto di più lontano si possa immaginare dall’idea origianle“.
Parole pesanti come granito. Da oggi in avanti se dovesse mancare un solo consigliere grillino in Sala Rossa Appendino sarebbe morta: mancanza di numero legale e lavori saltati. E pensare che Appendino addirittura pensava ad un secondo mandato.
Perché la modestia e la consapevolezza innanzitutto.
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E quindi anche la capacità di vedere esattamente cosa si è fatto. Insomma Appendino ha già avuto la sua Epifania. In anticipo. Perché lei è avanti. E del resto è logico pensare che per lei, come per altri fallimenti viventi del pentagrillismo, ci sia già un posto pronto a Roma. In qualche ministero magari. Luigi Di Maio paga sempre la fedeltà ed è spietato con gli oppositori interni.
(2 gennaio 2020)
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