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Torino, la Polizia di Stato arresta un 26enne
La Polizia di Stato ha arrestato un ventiseienne cittadino italiano per detenzione di sostanza stupefacente. Durante l’attività di... →
Sulla RU486 la Regione Piemonte sta giocando una partita che non ha nulla a che vedere con la tutela della salute delle donne. Sta invece perseguendo una propria battaglia ideologica volta a colpevolizzare le donne che si trovano in condizione di abortire. Come se l’aborto fosse una specie di capriccio, che un Assessore regionale avrebbe il compito di correggere.
Il mix costituito dalla nostalgia dello sport del ventennio fascista del Presidente Cirio, la campagna dell’Assessore Caucino “allontanamento zero” contro i servizi sociali e le scelte in materia di pillola abortiva dell’Assessore Marrone offre la vera immagine della destra nera che governa questa Regione.
Una destra che agisce nel nome di un proprio ideale astratto di famiglia ed è lontana dalle famiglie; una destra che vuole dire alle donne cosa devono fare; una destra poco credibile sul piano amministrativo, che però pretende di spiegare alle famiglie e alle donne come devono vivere e cosa devono fare.
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Occorre un sussulto di dignità dei Piemontesi: il Piemonte, patria illuminata del Risorgimento italiano, città operaia e resistente, non ha nulla a che vedere con questa guida medievale (con tutto il rispetto per il Medioevo).
Così un comunicato stampa di Paolo Furia, segretario PD del Piemonte, che pubblichiamo integralmente.
(17 settembre 2020)
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