La Sindaca leghista del “togliere i pacchi ai poveri per darli ai ricchi” arrestata con l’accusa di peculato

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di Giovanna Di Rosa #Politica

 

C’è sempre chi decide, per proprie personali capacità evidentemente, e all’interno di una pregiudiziale scala gerarchica decisa dalla sua testa, che esistono persone di seria A e di serie B e va tutto bene, farebbe parte dalla scala di valori personali che non dovrebbero trovare spazio nell’amministrare il pubblico. Purtroppo l’estrema destra di questa paese, razzista, intollerante, omofoba e sempre più estrema, ha dato spazio anche a quel tipo di pregiudizi che sono diventati patente politica..

Così può succedere che nella distribuzione dei pacchi alimentari per l’emergenza Covid – quella che non c’era per buona parte della Lega – la buona Sindaca ora agli arresti con l’accusa di peculato, prenda la decisione di distinguere tra “figli e figliastri”, citiamo il Corriere, e recapiti i pacchi destinati alle famiglie bisognose alle famiglie che invece bisogno non ne avevano, tagliando fuori quelle – spesso composte da migranti – realmente in difficoltà e destinatari dei “pacchi da sfigati”.

La Sindaca leghista del Comune di San Germano Vercellese, Michela Rosetta è ora ai domiciliari con l’accusa di peculato. Agli arresti anche il consigliere comunale, all’epoca dei fatti assessore, Giorgio Carando insieme al vice sindaco, Maurizio Bosco e a due dipendenti comunali. Le accuse non si fermano lì e vanno dalla falsità materiale e falsità ideologica in atto pubblico commessa dal pubblico ufficiale, all’abuso d’ufficio, alla distruzione di beni sottoposti a vincolo culturale. Perché oltre alla distribuzione ai ricchi dei pacchi destinati ai poveri l’allegra compagnia avrebbe fatto acquisti con i soldi pubblici destinati agli aiuti tra i quali facevano figurare anche mazzancolle e capesante che poi portavano a casa per consumarle in famiglia.

Sono inoltre accusati di avere provocato volontariamente il crollo di una chiesa in paese, di proprietà della Soprintendenza, per poterla poi abbattere.

Ce n’è abbastanza per chiedere al segretario leghista di proferire verbo sull’incommentabile vicenda.

Altri dettagli qui.

 

 

(15 gennaio 2021)

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