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I Giovani Democratici del Piemonte scrivono ai senatori eletti in Piemonte il voto sul Ddl Zan

di Redazione, #Torino

I GD Piemonte, organizzazione giovanile del Partito Democratico, hanno inviato una lettera-appello ai 22 senatrici e senatori eletti in Piemonte alla vigilia del voto sul DDL Zan chiedendo ai parlamentari di votare in coscienza a favore della legge.

Il DDL Zan è considerato dai Giovani Democratici piemontesi un indispensabile passo avanti per i diritti individuali delle persone e per la loro sicurezza di fronte a episodi di intolleranza. Segue in calce il testo della lettera:

 

Senatori e  Senatrici della Repubblica Italiana

eletti nelle circoscrizioni del Piemonte

 

Torino, 12 Luglio 2021

 

Gentili Senatori e Senatrici della Repubblica Italiana, 

Vi scriviamo in merito al Disegno di Legge  “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”, noto nel dibattito pubblico come DDL Zan, che il giorno 13 luglio approderà al Senato della Repubblica.

In questi mesi abbiamo assistito attentamente, studiato e preso parte al dibattito che si è svolto intorno al Disegno di Legge. Intanto il nostro Paese è stato teatro di continue aggressioni a sfondo omobitransfobico, misogino e abilista; ciascuno di questi episodi, oltre a rappresentare una violenza al senso stesso di civiltà e dei valori su cui si fonda la nostra Costituzione, colpisce profondamente chiunque si riconosca nella vittima, spingendo spesso suddette persone a sentirsi insicure, cambiare le proprie abitudini o, addirittura, vivere nella paura. I messaggi di solidarietà sono importanti, ma, se non sono accompagnati da azioni concrete di prevenzione e contrasto alla subcultura maschilista, omobitransfobica ed abilista, suonano solo come fastidiose parole vuote di circostanza, che non possono che suscitare emozioni negative a chi vive la violenza sulla propria pelle: lo sanno bene coloro i quali, in seguito ad un fatto di violenza, si siano mai trovati a pensare, con un certo brivido di orrore, che in quella situazione ci sarebbero potuti essere cari amici, familiari stretti o, addirittura, loro stessi. Per questo riteniamo necessario che la legge venga approvata al più presto, senza che ci siano pericolosi ed insidiosi rimpalli tra un’aula e l’altra del Parlamento.

Abbiamo già espresso la nostra opinione riguardo ai singoli punti di discussione, per cui non intendiamo dilungarci troppo a lungo in questa lettera; vogliamo ribadire, però, alcuni concetti fondamentali. 

Innanzitutto la libertà di pensiero non è messa in discussione, così come non lo è per la legge Mancino, in quanto i temi trattati riguardano la discriminazione e la violenza o l’incitazione ad esse, senza compromettere le libere opinioni, come ribadito anche dall’articolo 4 del DDL Zan. Inoltre il disegno di legge non si estende al reato di “propaganda di idee” proprio per evitare tale accusa.

Il termine “identità di genere” non è un concetto antropologico che verrebbe improvvisamente introdotto nella nostra giurisprudenza, ma è già presente in sentenze della Corte Costituzionale, della CEDU e nella Legge 164 del 1982 che regola la rettificazione di attribuzione del sesso. Il fatto che si aggiunga “indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione” ai fini della legge serve a tutelare quelle persone che, indipendentemente dallo stato del percorso di transizione, verrebbero aggredite in quanto la loro espressione di genere, per esempio il modo di vestire, non risulterebbe conforme al genere percepito dall’aggressore.

Cambiare “orientamento sessuale e identità di genere” con “fondate sull’omofobia o sulla transfobia”, secondo noti giuristi porrebbe un problema di determinatezza della fattispecie penale, in quanto i termini non sarebbero sufficientemente precisi. Inoltre la legge così scritta escluderebbe dalla tutela le donne ed altre persone invece tutelate dal DDL Zan, per esempio persone bisessuali o di identità non binaria.

Per ultimo si discute sulla celebrazione nelle scuole della Giornata Mondiale contro l’omobitransofobia: non si mina in alcun modo l’autonomia scolastica, come non accade per qualsiasi altra celebrazione Nazionale; ogni scuola sarà dunque libera di (non) organizzare eventi come meglio crederà. Inoltre non ci risulta comprensibile come una giornata contro, di fatto, l’odio e la violenza possa essere considerata un tentativo di diffondere pericolose ideologie nelle scuole. Ciò di cui siamo, invece, profondamente convinti è che una piaga sociale come l’omobitransfobia non possa essere combattuta a suon di anni di carcere, ma attraverso l’educazione al rispetto, che non può che avvenire tra i banchi di scuola. Di conseguenza riteniamo che questa parte specifica della legge non solo non possa essere eliminata, ma sia addirittura, almeno a livello di prevenzione, una delle più efficaci.

Aggiungiamo, inoltre, che tutte le principali associazioni LGBT+ stanno compattamente chiedendo che la legge venga approvata così com’è e sostengono che, se il testo dovesse essere modificato ulteriormente, non lo sosterrebbero più; risulterebbe dunque singolare approvare una legge a tutela della comunità LGBT+ senza che vi sia il suo appoggio. 

Per tutte queste ragioni, Onorevoli Senatori, facciamo appello alle Vostre coscienze e Vi chiediamo di votare a favore del DDL Zan così com’è; Vi chiediamo di ascoltare le voci di quelle persone che personalmente sono colpite e vessate da omofobia e transfobia; se necessario, Vi chiediamo di votare in dissenso dai Vostri gruppi parlamentari a favore dei diritti dei cittadini e delle cittadine italiani. 

Infine vogliamo rivolgerci ai senatori eletti nelle liste del Partito Democratico, amici, compagni ed ex compagni di partito; il voto segreto è nato per garantire la giusta indipendenza dei parlamentari, il cui fine ultimo nella democrazia rimane comunque sempre quello di rappresentare i propri elettori. Ci appelliamo, dunque, a Voi come comunità di elettori; noi comunità che da mesi compattamente lottiamo a favore di questa legge, spendendo un’importante parte delle nostre energie politiche. Ci appelliamo a Voi, sottolineando quanto il dialogo con le associazioni LGBT+ sia importante per il Partito Democratico e chiedendo che esse vengano ascoltate, perché quel mondo ora ha gli occhi puntati su di noi e noi, per fare politica, abbiamo bisogno di dialogare con loro. 

Ci appelliamo a Voi, perché, se tutti i partiti che alla Camera hanno votato la Legge lo facessero anche al Senato, la legge passerebbe. Dunque ci appelliamo a Voi per chiedere di votare a favore, perché l’Italia non può perdere questa occasione per approvare una legge contro i crimini d’odio. 

Con l’augurio di buon proseguimento dei lavori,
distinti saluti

 

Informa un comunicato stampa a firma Giulia Giustetto, responsabile diritti e Mattia Scalas, responsabile comunicazione dei GD del Piemonte.

 

 

(12 luglio 2021)

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