di D.S., #politica
C’erano sostenitori salviniani a contestatori, sono sempre di più alle tribune politiche pubbliche autogestite di Salvini, e l’occasione era di quelle imperdibili: perché Salvini in pieno lutto post Morisi, aveva comunque deciso di andare a fare campagna elettorale per Damilano, il candidato della (più brutta destra della storia) alla carica di Sindaco di Torino. C’era un piccolo particolare: Damilano non si è fatto vedere.
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Non che si voglia mettere il dito nella piaga, ma diteci voi qual’è quel candidato così politicamente inetto da presentarsi ad un appuntamento elettorale in compagnia dell’uomo che è investito da uno tsunami politico senza precedenti, pur non avendone responsabilità diretta e arrampicandosi sugli specchi per cavarsi d’impiccio, come se fosse un impiccio, a tre giorni dalle elezioni.
Ci doveva pensare Salvini, direte voi. Certo. E’ possibile, ma assediato com’è ci sta che abbia perso un po’ di lucidità politica, ammesso che l’abbia mai avuta considerando la spaventosa serie di errori di valutazione di segnali che arrivavano, e continuano ad arrivare, anche dagli elettori leghisti. Ad esempio sul Green pass, sulle misure anti-Covid, sui migranti da regolarizzare, e non da uccidere mediaticamente e, last but not least, anche sulla disgustosa faccenda Morisi. Ma lui va avanti come se non ci fosse domani. E forse per lui è proprio così.
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(30 settembre 2021)
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