“Le foglie del destino”, una druida coraggiosa al centro del nuovo romanzo di Marco Motta

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di Redazione Cultura

Siamo noi i padroni del nostro destino o è lui a giocare con le nostre vite? Che cos’è il destino? Sono questi alcune delle questioni che emergono dal nuovo romanzo di Marco Motta, il fantasy Le foglie del destino, pubblicato da Albatros il Filo nel 2021, nella collana Nuove Voci.

Un’opera che profuma di mito, leggenda e storia quella di Motta, che è anche un preludio per una saga avvincente che non ha come solo obiettivo quello di intrattenere il lettore conducendolo in un viaggio su un universo parallelo, e stimolandone l’immaginazione, manche quello di indurre a riflettere sui concetti di determinismo, libero arbitro e volontà.

Haara, il pianeta della luna Viola e Calideo, il pianeta della luna verde, sono legati all’insaputa dei loro abitanti, da un destino comune. La natura, sotto forma della divinità Agaty, richiede un cambiamento ciclico e la creazione di un nuovo pianeta frutto dalla fusione dei singoli. Gli strumenti della dea sono i Druidi Neri, la parte maschile degli utilizzatori della magia della natura, che attraverso il Male Nero, una contaminazione di tutto ciò che vive sui due pianeti, portano la morte e la conseguente rinascita nella nuova forma. Tuttavia, nel ciclo di morte e rinascita durante il quale le vicende sono narrate, i Druidi Neri attuano il loro piano di destabilizzazione di un processo millenario, cercando di creare un nuovo mondo sotto il proprio dominio.

In questo contesto, oscuro agli abitanti di Haara e di Calideo, la dea Agaty, sceglierà la giovane Druida Alys come suo strumento per contrastare il piano dei confratelli neri. La Via, cioè il sentiero che porta una giovane druida a diventare adulta, porterà la protagonista di questo libro e dei successivi, a scoprire il suo pianeta Haara. Per lei, tutto sarà una novità perché inizierà a camminare lungo la propria Via dopo aver passato i primi venti anni chiusa in un circolo druidico. Alys è ignara di quello che sta realmente accadendo al suo pianeta ma i primi contatti con il Male Nero, nella foresta delle Antiche Querce, creeranno in lei molte domande alle quali riuscirà a dare risposta lungo il suo viaggio. Le sue certezze inizieranno a sgretolarsi e prenderanno nuove forme grazie anche agli amici che incontrerà.

Alys è una druida coraggiosa e desiderosa di compiere il bene, ma anche di esaudire il proprio destino. Motta sembra fare riferimento al pensiero di James Hillman, il quale, riprendendo la concezione eraclitea del destino, termine moderno per indicare il fato, fa corrispondere l’idea di destino al nostro modo d’essere, al nostro carattere, alla nostra personalità. Destino quindi determinato psicologicamente dalle scelte che si compiono dettate dal nostro modo di vedere il mondo o da quello che altri hanno, nel menttersi in relazione con noi e che si ripercuotono su di noi condizionando le nostre scelte.

Tale processo avviene anche nella protagonista delle Foglie del destino, la quale, legandosi a Tias, cavaliere della falce scarlatta, abitante di Calideo, il pianeta gemello di Haara, riuscirà a realizzare quale sia il proprio destino, a conoscere se stessa e la propria Via, tra rituali, vicissitudini e prese di coscienza:

Al fianco di Tias, non aveva pensato a cosa dovesse fare e a cosa le sarebbe potuto accadere se avesse sbagliato: no, non aveva pensato a niente>>.

 

 

(5 maggio 2022)

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