di Giovanna Di Rosa
Il candidato sindaco sconfitto alle recenti comunali, fondatore di “Torino bellissima”, ha deciso di mollare le destre sovraniste e di andare da solo. Le cause da ricercarsi nella “deriva populista” della coalizione insieme alla “profonda crisi di identità politica e di leadership” della Lega di Salvini del partito – scrive La Stampa – “che per primo ha creduto in Torino Bellissima”, quella Lega che Damilano non nomina mai, “che ne mina la credibilità acquisita in questi ultimi anni di grande consenso e successo”.
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Continuano così, tra le scorribande del segretario leghista ora fine diplomatico, gli allontanamenti dalla zona leghista delle destre sovraniste, graniticamente unite nell’immobilismo e nel conservatorismo troppo vicini a Mosca, a favore di una visione della destra più vicine a quelle che sono le esigenze del paese puntualmente ignorate dal trio Berlusconi-Meloni-Salvini.
“Serve innanzitutto serietà” dice Damilano in chiusura di una sua dichiarazione al quotidiano di Massimo Giannini “ed è per questo che Torino Bellissima non seguirà alcuna deriva populista, compresa quella che purtroppo oggi affligge parte di questo centrodestra, ma proseguirà autonomamente nel suo progetto di ricostruzione liberale di Torino e del Paese, in attesa di capire quali saranno le evoluzioni politiche dei prossimi mesi”.
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(1 giugno 2022)
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