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La guerra al reddito di cittadinanza e la pochezza di offerte alternative

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di Massimo Mastruzzo*

Lo sblocco dell’emigrazione. Questo sembra essere il reale motivo di tale astio verso il RdC, uno strumento che volente o nolente, dalla sua comparsa ha dato la possibilità di una scelta: restare (o meglio resistere) o emigrare. Opzione che i cittadini del Sud-Italia non hanno mai avuto il privilegio di avere.

E il RdC, al momento, sta rallentando proprio l’emigrazione. Offrire le stesse opportunità, e soprattutto lo stesso diritto di accesso al lavoro in tutta Italia, sarebbe l’unica proposta politica seria da fare come alternativa al RdC.


Dal rapporto Svimez “L’economia e la società del Mezzogiorno”

Negli ultimi 15 anni quasi due milioni di meridionali si sono spostati al Centro Nord Italia (Dati Svimez). In sostanza, sono di più i meridionali che emigrano dal Sud per andare a lavorare o a studiare al Centro Nord che gli stranieri immigrati regolari che arrivano in Italia.

Gli emigrati dal Sud tra il 2002 e il 2017 sono stati oltre 2 milioni, di cui 132.187 nel solo 2017. Di questi ultimi 66.557 sono giovani (50,4%, di cui il 33% laureati). Il saldo migratorio interno, al netto dei rientri, è negativo per 852 mila unità. Nel solo 2017, si legge, sono andati via “132 mila meridionali, con un saldo negativo di circa 70 mila unità. Il gap occupazionale del Sud rispetto al Centro-Nord nel 2018 “è stato pari a 2 milioni 918 mila persone.

L’indebolimento delle politiche pubbliche nel Sud, poi, incide significativamente sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini. Il divario nei servizi è dovuto soprattutto ad una minore quantità e qualità delle infrastrutture sociali e riguarda diritti fondamentali di cittadinanza. Drammatici sono poi i dati che riguardano l’edilizia scolastica.

A fronte di una media oscillante attorno al 50% dei plessi scolastici al Nord che hanno il certificato di agibilità o di abitabilità, al Sud sono appena il 28,4%. Inoltre, mentre nelle scuole primarie del Centro-Nord il tempo pieno per gli alunni è una costante nel 48,1% dei casi, al Sud si precipita al 15,9%. Rispetto a questi dati, e in totale assenza di offerte concrete per i diritti dei cittadini del Mezzogiorno d’Italia, la battaglia al Reddito di Cittadinanza condotta dai partiti che si apprestano a governare tutta l’Italia, appare come il tentativo, peraltro  irrispettoso di quanto previsto dall’art 3 della Costituzione, di voler mantenere lo status quo di un sistema Italia coloniale.

*Segretaria nazionale M24A-ET
Movimento per l’Equità Territoriale

 

 

(22 settembre 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




 

 

 

 

 

 



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