Salvini già va alla guerra e incontra il Comandante della Guardia Costiera

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di Giovanna Di Rosa

Sempre meglio mettersi avanti col lavoro e cercare di occupare terreni prima che li occupino altri, così poi la scusa per le competenze diventa terreno fertile per svuotare di autorità il governo di cui fai parte. La presidente Meloni non si è ancora presentata alle Camere, non ha ancora sciolto il nodo sulle competenze contese tra Salvini e Musumeci che il ministro fu Papeete inizia la guerra ai migranti. E, per estensione (e intenzione) la guerra alla presidente del Consiglio in strategia “svuotamento di voti”.

Dopo avere lanciato l’idea geniale del Ponte sullo Stretto alla quale nessuno aveva mai pensato, Salvini si è incontrato – per la gioia di Meloni e Musumeci – con il Comandante della Guardia Costiera Nicola Carlone mettendo al centro del colloquio la questione immigrazione (e la guerra alle Ong). Essendo scomparso il politico che parlava delle navi Ong come di alberghi di lusso (e avendo avuto questi il buon gusto di scomparire), ora Salvini ha di fronte a sé un ampio spettro di possibilità, e ampia libertà di movimento, per continuare a fare figuracce di portata internazionale raccontandosi di avere più potere di quanto in realtà ne possa anche solo agire. Si agita invece, anche nella nuova veste salviniana una nuova, insensata battaglia contro le navi umanitarie e contro i migranti quando la vera guerra  da combattere sarebbe quella della riforma della Bossi-Fini che continua ad essere inapplicabile e rende impossibile tanto la gestione dei clandestini quanto la stessa integrazione degli stranieri in Italia. Anche questo, è noto, fa parte dell’orrido gioco razzista e xenofobo del leghismo salviniano.

 

(24 ottobre 2022)

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