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La Guardia di Finanza negli uffici del Comune di Torino, su questo nessun comunicato stampa

La Sindaca Chiara Appendino quando arringava le folle vendendosi come “Quella Brava”

di G.G.

 

 

La Guardia di Finanza ha fatto visita lunedì negli uffici del Comune di Torino. Dagli entusiasti addetti stampa del Comune nessuna nota sul tema è giunta in redazione. Non vorremmo che ci prendeste per gente che si stupisce facilmente perché non è così. Infatti non ci esprimiamo sul nostro stupore ma su eventi niente affatto casuali. Abilissimi sono infatti i comunicatori a 5Stelle ad inoltrare comunicati stampa di nessunissima importanza che servono a coprire magagne di enorme importanza.

Del blitz parlano Repubblica Torino e NextQuotidiano, ma non i ciarlieri addetti stampa della Giunta della Sindaca Quella Brava, che scrivono su tutto, ma non su ciò che dovrebbero scrivere. Ad esempio, mentre arriva un comunicato stampa sulla proposta convenzione con GTT e Infrato sul debito pregresso, non arriva una sola riga sulla visita della Fiamme Gialle né sulla procura che ha sentito Giovanni Quaglia, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, che dopo aver chiesto la restituzione del debito e che ha concesso il rinvio della riscossione del credito.

Gli uomini della GdF sono andati in Comune per acquisire documentazione sul caso Westinghouse. dopo che il pubblico ministero Marco Gianoglio la scorsa settimana ha sentito Anna Tornoni, ex direttrice del settore Finanza che aveva denunciato le pressioni del capo di gabinetto di Chiara AppendinoPaolo Giordana, affinché non iscrivesse il debito da 5 milioni a bilancio.



Scrive Repubblica che

“Tornoni, che nel frattempo è stata destinata ad altro incarico, ha confermato agli inquirenti di aver avuto rapporti prevalentemente con Paolo Giordana nella predisposizione dei conti che poi si sarebbero riversati nel bilancio di previsione. Circostanza che è testimoniata anche dalle numerose email già consegnate alla procura con l’esposto del consigliere Alberto Morano. Mentre Quaglia ha raccontato di aver trattato sul tema solo con la sindaca e il suo assessore al Bilancio. Ream, nel 2012, aveva versato la somma a titolo di caparra per esercitare un diritto di prelazione sull’area poi aggiudicata per 19,6 milioni a un’altra società, l’Amteco- Maiora (…) Restavano 5 milioni da restituire, ma Paolo Giordana comunicava a Tornoni di non iscrivere il debito a bilancio, sostenendo che fosse in corso una trattativa. L’ipotesi è che la sindaca Chiara Appendino e l’assessore al Bilancio, Sergio Rolando, assieme agli uomini del suo staff, abbiano tratto in inganno il Consiglio comunale, rappresentando una situazione finanziaria diversa da quella reale. Facendo un’operazione di maquillage sui conti pubblici. Nei documenti ufficiali presentati alla magistratura si ipotizza il reato di falso ideologico”.

Continua Next Quotidiano nel racconto

Il caso venne rivelato il mese scorso, sempre da Repubblica: sotto la lente finirono le email di Paolo Giordana a Paola Tornoni: «Ti pregherei di rifare la nota evidenziando solo le poste per le quali possono essere usati i 19,6 milioni di Westinghouse – scriveva lui a lei il 22 novembre 2016 – Per quanto riguarda il debito con Ream lo escluderei al momento dal ragionamento, in quanto con quel soggetto sono aperti altri tavoli di confronto». Il messaggio dalla posta di Giordana è inviato per conoscenza all’assessore Sergio Rolando e all’indirizzo email personale di Chiara Appendino. Il giorno dopo, alle 11.03,  lei risponde: «Non essendo a conoscenza del fatto che l’amministrazione ha aperto tavoli di confronto con Ream, avevo ritenuto opportuno ricordare a tutti quali fossero gli impegni assunti dall’amministrazione precedente, al fine di non generare elementi di criticità per questa giunta». Il botta e risposta resta per diversi giorni tra Giordana e Tornoni, la quale, nonostante le sollecitazioni del capo di gabinetto, non rinuncia a ribadire quel che secondo lei è giusto fare: indicare nel bilancio di previsione i 5 milioni di debito verso Ream.

Viene da chiedersi come mai, su cose così delicate e di primario interesse per la cittadinanza, non ci si preoccupi – come invece si fa con le linee guida per il Natale sulle quali si invia un comunicato stampa il 26 luglio – ad informare i torinesi, quasi che da parte di Quella Brava ci sia la necessità di tenere nascoste questioni che puntualmente avranno poi l’onore della cronaca.

Meno male che questi a 5Stelle erano quelli onesti che dovevano spazzare via la mancanza di chiarezza e farci vivere tutti nella trasparenza. Meno male.





(26 luglio 2017)

 

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