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Le minacce di Airola: “Sì alla Tav? Me ne vado e mi tengo il simbolo”. Un altro che si crede importante

Una sobria espressione del moderato Alberto Airola in una delle consuete gazzarre parlamentari

di Giancarlo Grassi #Airola twitter@gaiaitaliacomlo #Politica

 

 

Il senatore Airola, quel baldo difensore delle Unioni Civili che poi dietro ordini superiori disse “No” rientra nell’agone politico con una dichiarazione roboante che nemmeno Di Maio”. Se il movimento, questa entità superiore di sconosciuta composizione, ma di visibilissimi disastri, dovesse dire “Sì” alla Tav se ne andrebbe e si terrebbe il simbolo. Costernazione, morte e disperazione tra i seguaci dell’arguto senatore pentastellato che punta i piedi lanciando un avvertimento alla povera Sindaca di Torino Appendino, già messa alle strette da + Europa che la spinge a dire in Sala Rossa “Si o No al referendum sulla Tav”.

Airola è un altro genio della politica a 5Stelle, inconcludente e politicamente facinoroso (è nella vita privata persona gradevolissima) ha quindi deciso di saltare il fosso, non per ritirarsi a vita privata, ma andando ad ingrossare, anzi, le fila di coloro che gridano per farsi sentire e non perché abbiano qualcosa da dire. Lo fece già in occasione delle Unioni Civili rilasciando a questo quotidiano un’intervista curata da Rosario Coco nella quale parlava come se stesse dicendo la verità. Successivamente rilasciò un’altra intervista, sempre a questo quotidiano, parlando di Unioni Civili come di “un’emergenza nazionale” perché agli ometti piacciono i toni forti. In quel momenti, probabilmente, pensava di dire la verità. Purtroppo le verità in casa 5 Stelle durano fin quando Grillo e Casaleggio non dicono basta, e quindi poco tempo dopo le cose sulle Unioni Civili andarono diversamente e fu proprio Airola a dire “No” alla legge dopo avere tentato di impallinarla. Uno svergognato? No, uno che si sente qualcuno e non è nessuno. Per chiudere qui l’allegra biografia del buon Sen. Airola è utile ricordare che lui era quello che diceva che i fatti di Torino, due morti e più di 1500 feriti, ricorderete, erano un’invenzione per colpire il movimento. Poi il post scomparve come per volontà airolana. Appendino, più parca, disse che sulla tragedia “speculavano in troppi”. Perché le più belle vanno sempre in coppia.

Il momento è buono per gridare contro la Tav, perché la decrescita infelice prima di tutto, e per rivendicare la coerenza [sic], l’onestà [sic] e l’amore per il “popolo” del M5S al quale è stato promesso tutto ma di ciò che si è stato promesso non è stato mantenuto nulla. Chissà dove cazzo è stato Airola fino ad ora?

Non si sa. SI sa dove sta Chiara Appendino: sulla graticola. La Sindaca che vota “Sì” alle leggi a Palazzo Civico in qualità di prima cittadina torinese e vota contro la stessa legge come Sindaca della Città Metropolitana di Torino è scissa, politicamente parlando, ed si trova da un lato il prode Airola e dall’altra tutta una regione, una provincia, un comune, mezzo parlamento e da ieri anche il segretario nazionale di + Europa che le chiede di prendere una decisione (a lei! Sembra una barzelletta) e a dire “Sì” al referendum sulla Tav proposto da Chiamparino.

Pessima idea quella d parlare di rotaie ad un movimento che si schianta anche in rettilineo, ma la politica è fatta così. Il fatti che Airola si scaldi e gridi è di buon auspicio contando lui nel M5S quando me nel governo di Putin.

 

 




 

 

(1 marzo 2019)

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