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La Teocrazia Leghista all’attacco della poltrona di presidente del Piemonte

di Giancarlo Grassi #Piemonte twitter@gaiaitaliacomlo #Politica

 

 

Il Capitano lo avrebbe detto chiaro: lasciamo che i berluscones si scannino tra loro così il candidato presidente alla Regione Piemonte lo portiamo a casa noi senza colpo ferire. Ed aspettiamo il post-europee dove il Capitano che fa rigirare Walt Whitman nella tomba è convinto di stravincere – e i sondaggi gli danno ragione.

Tra i possibili candidati alla presidente del Piemonte potrebbe anche esserci il forzista Lucio Malan, ma la possibile teocrazia leghista necessità di clerici di più peso; non va dimenticato che la Lega del Capitano è oggi quella del forum sulla famiglia di Verona – per mettersi in linea con l’esclusione sociale che è politica degli Orbán e dei Putin coi quali la Lega ha un legame, diciamo, di difficile o complicata dissoluzione; è pure quella che non condanna mai nulla di ciò che succede in Iran, teocrazia con la quale molti industriali del nord che strizzano l’occhio al Capitano, fanno affari.

Del resto come potrebbe essere possibile un’alleanza tra Forza Italia e Lega, con i berluscones che attaccano Salvini un giorno sì e l’altro anche (e hanno ragione)?

Potrebbe essere possibile sulla base della medesima porcata che ha unito in un patto scellerato Lega e M5S (lo scrivemmo nel 2013 che sarebbero finiti al governo insieme, ricevemmo solo insulti): una porcata che ha un solo nome. Si chiama potere. In nome del quale tutto si fa e tutto si distrugge. Anche un paese.

Nell’attesa che le opposizioni si sveglino, e mentre il PD riprende quota oltre il 20% assai vicino al M5S con la Lega che continua a svettare attorno al 34%, non resta che stare a vedere. Secondo un sondaggio citato da Termometro Politico gli Italiani sono in grande maggioranza favorevoli alla Tav che è l’attuale tema di scontro nella maggioranza. E’ su quella questione che Salvini, maestro del depistaggio, si gioca la virilità politica e lo sa.

Lo sa così bene che mentre la Tav è ferma, altri 600 cantieri legati a grandi opere sono ferme, le regioni del Nord sono ferme, lui continua a fare proclami dove dice che tutto si farà, le grandi opere ripartiranno, il nord ripartirà, e via di post e selfie. Sono bugie più grosse di quelle che raccontava Berlusconi. Il Capitano passerà alla storia anche per questo.

 





 

(12 marzo 2019)

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