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L’aggressore, il Ministro, la propaganda e i rimpatri che non funzionano

di Giancarlo Grassi #Lopinione twitter@torinonewsgaia #Migranti

 

Il senegalese disturbato che ha aggredito due poliziotti al grido di “Allah è grande”, non sarebbe gradito nemmeno in casa dei suoi compagni di fede e, ne sono certo perché ne ho testimonianze dirette, nemmeno i suoi connazionali lo vorrebbero tra i piedi. Nessuno vuole un violento tra i piedi.

Destinatario di ben due provvedimenti di espulsione, il senegalese clandestino accusato ora di tentato omicidio dopo avere ferito due poliziotti con una spranga, era ancora sul territorio nazionale. Le ragioni di ciò andrebbero richieste a quel ministro dell’Interno che dai social prometteva di “rimpatriare 600mila clandestini” che sono ancora tutti qua, nel bel mezzo del flop propagandistico.

Non è che mi diano fastidio questi seicentomila clandestini, al contrario, ma se io in Senegal faccio ciò che ha fatto il giovane disturbato di cui sopra, mi sbattono in galera e gettano la chiave. Non voglio le stesse misure, ma dal ministro dell’Interno che deve garantire anche la mia sicurezza pretenderei fatti, dato che lo pago anche con i miei denari, e non slogan.

Dunque viene da pensare che la propaganda conta più dei fatti, tanto i fatti non li controlla mai nessuno in questo paese, impegnati come sono a farsi rimbambire dalla propaganda e da chi grida più forte. E’ interessante però prendere in prestito dal Sole 24 Ore una tabella che proprio di rimpatri parla e che prende in esame ciò che ha fatto Minniti  e ciò che ha fatto Salvini.

Non è un confronto tra i due – credo personalmente che entrambi, anche se da posizioni e punti di vista completamente differenti, abbiano trattato la questione coi piedi – desidero soltanto sottolineare come, al netto dell’aggressore, del Ministro, della propaganda e dei rimpatri che non funzionano, anche immigrati, clandestini e delinquenti o presunti tali, servano da velo steso ad oscurare la realtà dei fatti e cioè che dietro a ciò che vediamo e dietro i poveracci con i quali ce la prendiamo, c’è un disegno molto più ampio, gestito da organizzazioni potentissime, che sono i veri governo dell’orrore migratorio gestito a base di torture, ricatti, riti voodoo, nuove schiavitù.

Per risolvere tutto ciò che sta attorno a questo orrore serve prima di tutto umanità, quell’umanità che dovrebbe stare alla base di tutte le decisioni da uomini che coloro che vengono eletti a pancia non prendono, essendo incapaci, proprio perché incapaci e ciechi, di andare oltre il loro ego e la gestione egopatica – oh quanto transitoria! – del loro potere.

E’ sotto il loro peso e il peso della stupidità che utilizzano per ipnotizzare, anziché studiare misure per risolverla per il bene del paese, che i paesi cosiddetti civili affondano. Non è certo per colpa degli immigrati.

 





 

(23 aprile 2019)

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