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Alberto Airola va in confusione: ieri sui numeri, ier l’altro sulle Unioni Civili, vediamo domani…

di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@torinonewsgaia #Pentaleghismo

 

Il Se. Alberto Airola è riuscito a far ridere dall’Alpi alle Piramidi con un esilarante intervento sulla Tav il cui video è diventato un cult al pari delle migliori commedie comiche, dove si esibisce in un profluvio di numeri regalati a cazzo – chiediamo scusa alla signora che non vuole che scriviamo cazzo negli articoli – così. Per dire. E’ andato, per così dire, in confusione.

Noi siamo abituati alle confusioni del buon Sen. Airola: in una intervista che ci rilascioò qualche anno fa definì la necessità di una legge sulle Unioni Civili una emergenza nazionale, salvo poi votare contro ed essere colui che annuncià alla Camera il “No” del M5S alla Legge; sulla Tav poi ha detto di tutto e di più. E’ riuscito, ad esempio, affermare: “Sì alla Tav? Me ne vado e mi tengo il simbolo!” agonico grido che si è trasformato in un triste rimango e lo prendo in quel posto e magari ne approfitto per rimediare l’ennesima figuraccia della mia inutile carriera politica vissuta su promesse non mantenute e stipendiato da quel popolo che ho preso per i fondelli con le mie improvvide uscite. Il Sen. Airola cambia idea spesso, a seconda di quel che gli sovviene diciamo. Tornando alle Unioni Civili riuscì anche a dire: “Il M5S a favore se non viene toccato il testo” quando il testo veniva toccato ogni giorno… Ecco per dirvi, nel caso non ve ne siate accorti, quanto durano le opinioni di Airola in piena coerenza con la durata delle risibili opinioni dei suoi colleghi scappati di casa.

Il 7 agosto, giorno in cui tutti i “No” gridati dal M5S sono diventati “Sì” perché la poltrona è la poltrona e gli stipendi son gli stipendi, perché dopo le figuracce che hai rimediato chi te se pija?Airola ha superato se stesso. Preso dallo snocciolamento di cifre, perché a lui snocciolare cifre che non conosce piace molto, gli dà un tono, diciamo, è riuscito a dire di tutto e di più. Vi risparmiamo la visione del video e prendiamo in prestito dal sito Tpi News la trascrizione del delirante intervento del Senatore pentaleghista.

“…Perché i francesi pagheranno per i loro 45 chilometri un miliardo, più o meno, mentre noi… cioè loro, per i 12,5 chilometri, pagheranno un miliardo… No scusate, è il contrario: 45 milioni, chilometri, sono italiani e l’Italia paga due terzi, 4 miliardi”, dice Airola. La collega Pirro si mette le mani sul volto e cerca di comunicargli le cifre corrette. Il senatore si blocca, ascolta il suggerimento e riprende a parlare: “Scusate, 45 chilometri sono francesi e l’Italia… Scusate ma i dati sono molti, vi prego di avere pazienza”.

Ce ne vuole molta Senatore Airola, e diremmo che quella disponibile è finita. Soprattutto quella di quelli che vi hanno votato e che ora sono emigrati verso la Lega di Salvini a conferma che il vostro movimentucolo racconta sogni sta più a destra di Salvini. Comunque, a beneficio suo e della sua povera collega che devastata dalla vergogna (vedi foto) cercava di suggerirgli dati corretti, al buon Airola che questi faticava a comprendere, ecco i dati snocciolati in modo semplice.

Il riferimento airolano era probabilmente riferita ai 57,5 chilometri del tunnel della Tav Torino-Lione, dei quali 45 sono su territorio italiano e 12,5 in terra francese con l’Italia che deve sostenere i due terzi della spesa per l’opera in territorio italiano.

Era semplice, bastava pensarci senza andare in confusione. Ma sapete, quando si è investiti del compito di salvare il mondo anche la cosa più semplice del mondo diventa una montagna da spostare. Soprattutto quando i mezzi per, non dico cambiare il mondo, ma nemmeno per un ragionamento sensato, scarseggiano.

 

(8 agosto 2019)

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