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Torino, arrestato un uomo per tentata rapina e furto aggravato
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Ascoltare le testimonianze dei sindaci e di tutti coloro che sono stati gli attori principali di un film che nessuno vuole più rivedere è stata un’occasione di profonda riflessione sia sul passato, ma soprattutto di insegnamento per il futuro” – così il consigliere segretario Gianluca Gavazza a conclusione del Consiglio Regionale aperto svoltosi questa mattina all’Unione industriale di Torino per celebrare i 25 anni dall’alluvione del 1994. Tanti i sindaci presenti tra cui Claudio Castello per Chivasso e Vittorio Ferrero per Crescentino, territorio del consigliere regionale duramente colpito durante la calamità naturale. L’ondata di piena a Chivasso fece crollare il ponte sul Po; Crescentino pianse la morte delle sorelle Ierinò, Trino Vercellese venne sommersa e venne danneggiata anche la centrale nucleare. “Oggi il rischio è ancora dietro l’angolo, quel rischio che per molti anni fino al 94 abbiamo sempre beffato. Dobbiamo essere più incisivi nel coinvolgere e strutturare sia le amminitrazioni sia gli impreditori che vivono nelle immediate vicinanze del fiume, unitamente a coloro che vivono la montagna per la manutenzione quotidiana. Se non lo facciamo, saremo sempre “soggetti a rischio”. In aula – ha concluso Gavazza – ci stiamo battendo in per l’autonomia differenziata proprio perché, in situazioni estreme come un’alluvione, il Piemonte sarebbe in grado di muoversi più velocemente nella gestione dello stato di emergenza senza attendere il via libera di Roma con i ritardi del caso”.
Così un comunicato stampa dell’Unione Industriale di Torino dopo il Consiglio regionale aperto tenutori in occasione del venticinquesimo anniversario dell’alluvione. Consiglio Regionale aperto all’Unione Industriale di Torino.
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(5 novembre 2019)
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