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Lo sparo accidentale dalla pistola regolarmente detenuta del deputato di FdI e l’agente fu ferito, ferito ad una gamba

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di Giancarlo Grassi

Il Delmastro furioso, segretario nella bufera, se ne regala un’altra. Mica perché lo voglia, sia chiaro, ma la sfiga ci vede benissimo e sembra non lasciargli scampo. Una roba di una tristezza… Succede che presa in affitto una sala della pro loco della ridente località di Rosazza, paese dell’Alta Valle Cervo con meno di cento residenti, la cui sindaca è Francesca Delmastro, sorella del sottosegretario eletta nelle fila di Fratelli d’Italia denominazione che orma non indica solo un partito, ma una missione: un fratello qua, una sorella là, un’altra sorella di qua, un cognato da un’altra parte, in  un trionfo familista che ci si aspetterebbe leggermente più discreto.

Insomma nell’amena località, spazio della Pro Loco, da una pistola parte un colpo, in modo “accidentale” colui che è titolare del porto d’armi che è, a sua volta, deputato di Fratelli d’Italia, Emanuele Pozzolo che ferisce ad una gamba il genero di un uomo della scota del sottosegretario alla Giustizia, evidentemente (forse) invitato alla festa delle famiglie d’Italia. L’uomo, 31enne, non è grave ed è già stato dimesso. Il colpo che l’ha ferito, ferito ad una gamba, è partito da “una mini-pistola, una North american arms LR22 regolarmente detenuta”, scrive Repubblica, perché se ritieni di avere una gran pistola devi fartene vanto con gli amici, è il principio del maschio vero. Ci passerete l’arguta [sic] metafora.

Così mentre la Procura di Biella, di concerto con i Carabinieri, ha avviato i sacrosanti accertamenti, arriva la conferma del deputato Pozzolo: “Confermo che il colpo è partito accidentalmente ma non sono stato io a sparare”. E non c’è pace per Dalmastro che dichiara, dichiarazioni come se piovesse e una peggio dell’altra, che “la vicenda poteva avere un altro risvolto”. Intuizione da statista che ha a cuore il futuro. Lui era fuori stanza, ed è rientrato a pum!  già esploso.

E mentre fioccano le polemiche, con i soliti “in un Paese normale ci si dimette per molto meno” nemmeno troppo insensati, a ben vedere, viene voglia di fare dell’ironia da bar chiedendosi se il partito di Meloni faccia una specie di casting per sceglierli apposta se non si trattasse palesemente di magnissima sfiga. E, nel mondo della sfiga aumentata, succede che, scrive ancora Repubblica, “nei confronti di Pozzolo, che deteneva regolarmente l’arma, titolare di un porto di pistola per difesa personale, potrebbe profilarsi una accusa di reato colposo, come l’omessa custodia”. Ipotesi che gli inquirenti stanno ancora valutando.

Finirà che a finire sotto accusa sarà ancora una volta la cattiveria della gente, i giornali di sinistra e i loro prezzolati scribacchini e se ci pensiamo bene, forse è stata un po’ anche colpa mia.

 

(1 gennaio 2024)

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