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Con il Teatro Regio un’iniziativa inedita per avvicinare il carcere alla città

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Per la prima volta, il Teatro Regio porta la magia dell’opera all’interno di un carcere, la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, con una rappresentazione speciale di Rigoletto, in una versione curata da Vittorio Sabadin. Un’iniziativa che mira a promuovere la partecipazione e il dialogo tra “dentro e fuori” attraverso la cultura. Il teatro si fa ponte tra la comunità penitenziaria e la società civile, dimostrando come la bellezza e l’arte possano migliorare la qualità della vita anche nei contesti più difficili. Questo progetto rappresenta un primo passo, un “progetto pilota” che il Teatro Regio auspica possa crescere e consolidarsi nel tempo. Si realizza in sinergia con la Fondazione Compagnia di San Paolo, con il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e con la casa circondariale torinese nel solco del più ampio progetto nazionale “Per Aspera ad Astra – come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”.

Rigoletto andrà in scena lunedì 10 marzo 2025 alle ore 16.30

Presso il Teatro della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” – contestualmente alle recite in Teatro, che hanno fatto registrare il “tutto esaurito” e al termine delle recite dedicate al pubblico delle scuole del 6 e 7 marzo. Questa nuova produzione del Teatro Regio, tratta dal melodramma Rigoletto di Giuseppe Verdi, su libretto di Francesco Maria Piave, basato sul dramma Le Roi s’amuse di Victor Hugo, va in scena in una versione a cura di Vittorio Sabadin. Gli interpreti sono tutti artisti del Regio Ensemble: Janusz Nosek (Rigoletto), Albina Tonkikh (Gilda), Daniel Umbelino (Il duca di Mantova), Siphokazi Molteno (Maddalena), Tyler Zimmerman (Sparafucile e il Conte di Monterone). Nel cast anche l’attrice Chiara Buratti. La direzione musicale e l’accompagnamento al pianoforte, sono affidati al maestro Giulio Laguzzi, la regia a Riccardo Fracchia, le scene a Susi Ricauda Aimonino e i costumi a Laura Viglione.

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Partecipazione attiva

Oltre alla rappresentazione, il progetto assume una forte valenza sociale grazie al coinvolgimento diretto della comunità carceraria: i detenuti hanno costruito le scenografie, realizzando praticabili, sgabelli, pedane e oggetti di scena in legno, e dipingendo i periacti. Dunque, non solo uno spettacolo, ma anche un’esperienza che unisce formazione e partecipazione attiva. Il coinvolgimento della comunità carceraria è reso possibile dal percorso formativo che da anni è realizzato da Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e dall’associazione Teatro e Società.

 

 

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(4 marzo 2025)

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