Trecento agenti in azione all’alba del 18 dicembre. Sequestrato l’edificio che non è più “bene comune” perché al sesto piano alloggiavano alcuni attivisti di Askatasuna, (tutta la struttura, a parte il piano terra, è inagibile) e quando la polizia interviene è investita da una gragnuola di pietre, bottiglie e qualche razzo. La polizia aziona gli idranti. Dieci agenti rimangono feriti.
Sgomberato e sequestrato il centro sociale Askatasunain corso Regina Margherita 47 a Torino, uno sgombero che pone fine a quasi trent’anni di occupazione dello stabile dopo un’operazione legata agliassalti alla sede de La Stampa, alle Ogr e a Leonardo durante le manifestazioni pro Palestina delle ultime settimane (a Casapound c’è chi pesta giornalisti, Sig. Ministro, e la sua sede in pieno Esquilino a Roma vive occupata e prospera, giusto perchè la memoria umana è fallace).
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Nei locali occupati da Askatasuna, durante i controlli, sono stati trovati sei attivisti ai piani superiori dell’edificio, dichiarato inagibile salvo il pian terreno, fatto che ha comportato la decadenza del patto di collaborazione che lo aveva riconosciuto come “bene comune” come da annuncio formale del sindaco Stefano Lo Russo e della prefettura. Chiusa quindi la fase di cogestione avviata dal Comune.
“Pagherete caro, pagherete tutto” faceva parte degli slogan lanciati dall’esterno. La storia si ripete.
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(19 dicembre 2025)
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