Novantamila persone da soddisfare, pianificazione riuscita, l’obbiettivo sarebbe stato raggiunto, ma il governo preda della sindrome del rimandare tutto soprattutto quando è possibile, decide altrimenti: le carte d’identità cartacee sono valide fino alla scadenza. Ma i Comuni non ci stanno. E dichiarano che andranno avanti contestando modi e tempi. sottolineando che il provvedimento è “una proroga parziale che non risolve il problema e rischia anzi di aggravarlo”.
Così Torino va avanti anche perché, come affermano fonti del Comune, “la carta d’identità elettronica consente comunque maggiori servizi, come il fatto di poter essere utilizzata per l’espatrio o per i servizi digitali in alternativa allo Spid”. E mentre non si capisce ancora cosa succederà a chi deve espatriare e possiede solo la carta cartacea – ci sono altre cose fondamentali di cui occuparsi, tra le quali le frizioni tra Meloni e Trump – dal 3 agosto entrerà a regime il principio di non equivalenza dei documenti biometrici per l’espatrio, in ottemperanza a una direttiva europea del 2019. Per questo Torino tira dritto: perché si ritiene corretto “che tutta la cittadinanza interessata possa averne diritto (alla CIE, ndr) quanto prima”.
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