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Chiara Appendino: “In piazza San Carlo qualcosa non ha funzionato”. Se n’è accorta…

di Giancarlo Grassi

 

 

 

 

Chiara Appendino si è accorta, il maledetto sonno che genera mostri!, che “qualcosa non ha funzionato”. E meno male che è stato solo qualcosa sennò i feriti invece di 1500 sarebbero stati 30mila, ed ha dichiarato, la buona Sindaca che ha restituito la delega alla Sicurezza. Ci “assumeremo le nostre responsabilità”, perché il plurale maiestatis è d’obbligo. Appendino dixit.

Nel frattempo però, mentre lei dichiarava la solfa sulle responsabilità, cominciava il rimpallo è stato lui, no è stato lui, no è stato quell’altro, chissà chi è stato, mentre Appendino – costernata! – dichiarava di provare “rabbia per quanto accaduto”, forse è per quello che se l’è presa con i “paninari abusivi”, storia che – chissà perché – ci ricorda un po’ la liason elettorale di Virginia Raggi con i Tredicine culminata in uno scontro e poi trasformatasi in una nuova liason.

Ecco quindi Appendino che in un trabocco di umanità senza spiegazione umana, vaga da un reparto all’altro a dare consolazione ai feriti. Poi posta incongruenze su Facebook: “Torino è una comunità unita e questa è la sua forza. Oggi abbiamo il dovere di dimostrare che la nostra determinazione è più forte della paura e io sono sicura che tutti insieme possiamo farlo. Torino saprà rialzarsi”; avete notato con quanta frequenza i signori del Nulla a 5Stelle usano la parola “determinazione” a sproposito?

Mentre la Corte dei Conti l’assilla, povera Appendino, con questioni di nessuna importanza come l’importanza di far quadrare i conti (“Non posso tagliare i servizi!”, grida lei angosciata e inconsapevole che il punto non è tagliare ora, ma trovare i soldi prima, perché le amministrazioni che funzionano fanno così), la Sindaca che restituisce la delega alla Sicurezza, parla del futuro “degli eventi torinesi” quando ancora il numero imprecisato di tegole che dovranno cadere sulla sua testa (almeno 1527, stando ai numeri falsi contestati dall’amico a 5Stelle Airola) non appartengono affatto al passato, ma al futuro. Un futuro che dal punto di vista delle cause civili potrebbe non essere affatto roseo. Un po’ come quello della città che, citiamo un nostro lettore, “da quando governa lei sembra Calcutta”, con tutto il rispetto per Calcutta e per Torino, normalment…

E’ già un buon segno che Appendino abbia dichiarato: “Qualcosa non ha funzionato”, perché nessuno [sic] tra i torinesi se n’era accorto. Il M5S sa trasformare l’ovvietà in dichiarazioni ridondanti. E non è nemmeno un merito.

Nel frattempo le condizioni di una delle donne ferite dalla calca si aggravano e cosa sia successo esattamente in piazza San Carlo il 3 giugno, non si sa. Nessuno lo dice. E Appendino straparla.

 

 

(7 giugno 2017)




 

 

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