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Chiara Appendino “tromba” l’assessora Giannuzzi, bisogna pur distogliere l’attenzione dal 3 giugno

Appendino, Giannuzzi e Giusta al Torino Pride. Fa tanto chic farsi vedere ai Gay Pride…

di G.G.

 

 

 

 

Ricordate l’assessora del Comune di Torino assunta “per bando” poco prima delle elezioni? Lei è Stefania Giannuzzi, e ha la delega all’ambiente ed ai rifiuti; detto per inciso Giannuzzi era quella che voleva imporre la dieta vegana ai torinesi semplicemente perché vegana lo è lei e non è mai stata particolarmente popolare, né dentro né fuori Palazzo Civico. Giannuzzi è anche l’assessora che ha tagliata 260mila euro al canile e che ha poi invitato l’ENPA a togliersi dai piedi meritandosi una secca risposta da parte dell’ufficio legale dell’Ente; inevitabile che ora si trovi in un momento complicato perché Chiara Appendino ha bisogno di una vittima sacrificale per distogliere l’attenzione dai problemi creati dal disastro torinese del 3 giugno scorso. Poi, essendo il M5S più umano degli umani, la poltrona dell’assessora assunta “per bando” deve essere lasciata libera per un consigliere comunale del M5S, perché loro alla poltrona non sono legati per nulla.

L’estate per la giunta a 5Stelle della bocconiana che non ne ha fatto una giusta, nonostante sembrasse una predestinata e vero e proprio faro anche per la disgraziata giunta di Roma, si preannuncia caldina. E non per questioni metereologiche. Oltre alla questione Giannuzzi, oltre alla patata bollente dei più di 1500 feriti di piazza San Carlo, c’è anche una delicata questione legata ad una bazzeccola come 5 milioni di euro scomparsi dal bilancio della città, questione che un articolo di Next Quotidiano spiega così:

 

Serrati scambi di messaggi che hanno definito, all’insaputa dei revisori, la partita dei debiti verso la società Ream. «Ti pregherei di rifare la nota evidenziando solo le poste per le quali possono essere usati i 19,6 milioni di Westinghouse – scriveva il capo di gabinetto, Paolo Giordana, alla dirigente del settore Finanza, Paola Tornoni, il 22 novembre 2016 – Per quanto riguarda il debito con Ream lo escluderei al momento dal ragionamento, in quanto con quel soggetto sono aperti altri tavoli di confronto». Il messaggio dalla posta di Giordana è inviato per conoscenza all’assessore Sergio Rolando e all’indirizzo email personale di Chiara Appendino.

Il giorno dopo, alle 11.03, il direttore risponde: «Non essendo a conoscenza del fatto che l’amministrazione ha aperto tavoli di confronto con Ream, avevo ritenuto opportuno ricordare a tutti quali fossero gli impegni assunti dall’amministrazione precedente, al fine di non generare elementi di criticità per questa giunta». Il botta e risposta resta per diversi giorni tra Giordana e Tornoni, la quale, nonostante le sollecitazioni del capo di gabinetto, non rinuncia a ribadire quel che secondo lei è giusto fare: indicare nel bilancio di previsione i 5 milioni di debito verso Ream.

 

Si nota quindi, come se ci fosse bisogno di sottolinearlo, che la verginità istituzionale del M5S non impedisce a Chiara Appendino di chiedere, e non impedisce ai suoi sodali di movimento di pretendere, che una poltrona regolarmente assegnata con un bando venga liberata in fretta per far posto ad un eletto, un consigliere, rispetto alle cui competenze, considerando il livello medio dei pentademenziali, c’è da dubitare seriamente.

 

 

(10 giugno 2017)




 

 

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