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Torino, chi vuole muoversi in bici avrà più possibilità. Quando non si sa

di Gaiaitalia.com #Torino twitter@gaiaitaliacomlo #trasporti

 

 

Tradizionali o a pedalata assistita, 12mila biciclette a uso condiviso arricchiranno l’offerta a disposizione dei torinesi disposti a muoversi per la città spingendo sui pedali, dato che prima dell’avvento della favolosa giunta a 5Stelle nessuno aveva nemmeno imparato a pedalare.

Sono cinque – recita un entusiastico comunicato stampa del Comune di Torino – gli operatori che hanno manifestato interesse ad attivare il servizio tramite la partecipazione all’ avviso pubblico bandito nello scorso dicembre e che per 12 mesi gestiranno a titolo sperimentale e senza oneri per il Comune di Torino il servizio di bike sharing free floating in città.

Le aziende selezionate faranno inoltre parte, insieme con i rappresentanti della Città, di un tavolo tecnico che monitorerà e analizzerà il servizio, valutando le azioni idonee a migliorarlo e a rimodularlo e a superare eventuali criticità. Partecipando al bando per il free floating gli operatori si sono altresì impegnati  ad attenersi a una serie di clausole: dovranno infatti accertarsi che i mezzi non siano abbandonati dove capita –  le biciclette in condivisione a flusso libero non potranno essere parcheggiate nelle vie pedonali e nelle piazze auliche, ma in apposite aree di sosta che verranno definite nei prossimi mesi – e dovranno inoltre assicurare i propri utenti stipulando una polizza, inclusa nell’abbonamento al servizio. Questo perché il servizio di bike sharing magnificato dal comunicato stampa di palazzo civico è naturalmente a pagamento. perché con la Giunta Appendino nemmeno l’aria è gratis.

L’importante però è l’accordo con le società che permetterà alla Città di usufruire dei dati di utilizzo del bike sharing free floating per studiare il fenomeno e i flussi di movimento di chi predilige spostarsi in bicicletta all’interno del tessuto urbano: conoscendoli in modo preciso sarà possibile pianificare al meglio i futuri interventi infrastrutturali e di messa in sicurezza della viabilità ciclistica.

Quando tutto questo succederà non si sa (e non c’è scritto). Ma l’addetto stampa è entusiasta.





(8 febbraio 2018)

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