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La Sindaca delle dimissioni o morte chiude il restyling: ora è Appendino la Riformatrice

di Giovanna Di Rosa #Lopinione twitter@torinonewsgaia #Torino

 

Eccola Chiara la Vendicatrice ricorrere alle epurazioni che tanto piacciono al suo movimentucolo che ha devastato Torino, epurare, senza nuove nomine, ed ergersi – il signore l’abbia in gloria – a Nuova Riformatrice di tutto il Niente conosciuto.
E’ favolosa la Chiara. Fa addirittura il mea culpa: “In certi momenti abbiamo mancato di rispetto a Torino”. Quando in realtà in certi momenti forse ne hanno imbroccata una.

Non paga di ciò che non ha fatto, o di ciò che ha fatto sbagliando – ad esempio candidarsi e vincere raccontando che avrebbe rivoluzionato Torino, senza dire come, e i torinesi le hanno creduto, come i romani alla Raggi e troppo numerosi altri al M5S e alla Lega – eccola Appendino la Riformatrice [sic] decidere che l’agonia di Torino può durare e prendersela con tutta la sua giunta di “No” a tutto.

Così Appendino D’Arco silura Guido Montanari – ci dev’essere una certa incompatibilità tra le Sindache a 5 Stelle e quel cognome lì – con la scusa di un’infelice dichiarazione sul Salone dell’auto, ma in realtà non le serve più, si tiene la delega all’urbanistica, non dà le dimissioni e comincia il balletto degli indigesti alla sua giunta che la tiene sulla graticola e blocca Torino.

«Se l’amministrazione sarà nelle condizioni di continuare a fare il bene della città, sarò felice di portare avanti il mio mandato. Ma non sono disposta in alcun modo ad andare avanti con il freno a mano tirato», ha detto la Chiara. Perché fino ad ora cosa ha fatto? Forse aveva il freno a mano tirato e non se n’è accorta? Torino dal giorno dell’insediamento della Sindaca ex Quella Brava è morta, immobile, attonita, rincretinita oseremmo dire, da tanta scemenza al potere. Lei però è fiera di poter dare dei cretini ai componenti della sua giunta, gli stessi che erano geniali e favolosi e meravigliosi portatori della novità (bleah) a 5Stelle e che ora sono un “tappo” allo sviluppo della città. E che fomenterebbero, secondo l’Appendino Riformatrice nata dalla costola della Appendino Quella Brava che era brava dalla costola della delibere della giunta Fassino, l’immaginario della Torino dei No. Perché lei lo chiama immaginario.

Appendino la Condottiera dei Cavalli Zoppi adesso fa la voce grossa come se comandasse un’intera armata e non una ciurma di ubriaconi del “no” che non sanno nemmeno arginare loro stessi. Nel frattempo la Lega scalda i motori e Di Maio cerca una poltroncina per la Chiara a Roma. Che non la si può mica lasciare senza un posto di prestigio dove poter continuare a fare nulla.

 

 

(16 luglio 2019)

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