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La gioielliera senatrice leghista che percepì i 1500 euro dalla Regione Piemonte per la aziende in difficoltà. Certo non è reato, è solo vergognoso

di Giancarlo Grassi #Maiconlalega twitter@torinonewsgaia #Maiconsalvini

 

Tra i percettori di contributi regionali per il decreto “Riparti Piemonte” da 1500 euro destinato alle aziende chiuse durante il lockdown – nell’elenco delle aziende che potevano usufruirne non c’erano aziende culturali o editoriali – c’è anche la senatrice leghista proprietaria di una gioielleria e destinataria di uno stipendio mensile di oltre 14mila euro come da prassi italiana; soldi dei contribuenti, come quei 1500 euro percepiti non certo illegalmente, ma vergognosamente sì, dei quali probabilmente con uno stipendio di 150mila euro all’anno la senatrice non aveva necessità assoluta.

Si fa presto a fare i conti in tasca agli altri, direte voi. E infatti li stiamo facendo nelle nostre, perché gli aiuti finiti a chi non ne aveva necessità per mantenere viva la propria azienda, non è finito a noi che non sappiamo per quanto tempo potremo andare avanti perché di sostegni pubblici neanche l’ombra. Ma tutto è relativo. Anche perché ci possiamo consolare con le sagge parole del leghista di turno – in questi casi Salvini miracolosamente si zittisce, deve passare per l’integerrimo capitano senza macchia e senza paura, oltre che senza vergogna – che recita il mantra buonista della restituzione.

Anche se non è stato commesso alcun illecito e il contributo è stato già da tempo completamente restituito, non è opportuno che parlamentari accedano a questo tipo di sussidio. Il provvedimento è stato già accettato e condiviso dalla diretta interessata”.

Come dicevamo non c’è niente di illecito, ma tutto di vergognoso e svergognato. Persino nelle giustificazioni. Cosa significa “restituito”? Che lo avranno altri? Cosa significa “accettato e condiviso”? Che avrebbero anche la faccia tosta di discutere? Del resto basta un’occhiata per capire dove c’è reale bisogno di sostegno economico. C’è quindi da pensare che molti dei funzionari che scartabellano tra le domande via mouse siano ciechi e disinformati. E non rimane che constatare, ma non siamo mai stati fan, come aumenti il numero dei leghisti di Salvini che hanno percepito i “bonus” certo non illegalmente, ma solo sulle spalle di chi poteva averne più bisogno di loro.

Alla faccia delle parole gettate al vento, insincere e bugiarde, del senatore-segretario.

 

(21 agosto 2020)

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