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Chiara Appendino condannata a sei mesi si autosospende dal M5S, ma non da Palazzo Civico

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Chiara Appendino quella brava è stata condannata a sei mesi per falso in atto pubblico. Non essendoci abuso d’ufficio non scatterà la Legge Severino, e quindi Appendino rimarrà a Palazzo Civico, ma si autosospende dal M5S a dimostrazione che il Movimento prima di tutto. Appendino ha dichiarato: “Ho agito per l’interesse comune, mi autosospendo da M5s”. Otto mesi all’ex braccio destro Giordana, sei a Rolando, assessore al Bilancio. IL processo riguardava il caso Ream.

Cosa significa essere condannati, con la condizionale, perché si è “agito per l’interesse comune?”, significa dichiararsi martiri?

Racconta e riassume i fatti il quotidiano La Repubblica.

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Il processo è quello che riguarda la complicata vicenda di un debito che il Comune aveva contratto nella precedente legislatura con il fondo immobiliare di Unicredit, Ream, come caparra per esercitare un diritto di prelazione sul progetto di rinascita dell’area ex Westinghouse. I cinque milioni dovevano essere restituiti nel 2016, ma la sindaca, insieme al suo ex capo di gabinetto, Paolo Giordana, all’assessore al Bilancio, Sergio Rolando, il direttore del settore Finanza lo avevano posticipato per due anni di seguito, inciampando nell’inchiesta penale.

L’idea dell’accusa era infatti che tutti insieme avessero fatto sparire il debito da 5 milioni con un artificio contabile perché non riuscivano a far quadrare i conti alla chiusura del primo bilancio firmato da Chiara Appendino. L’alternativa da scongiurare era tagliare servizi alla città danneggiando l’immagine della giunta pentastellata al suo esordio. Ma il ritorno personale politico, quello su cui si basava l’ipotesi dell’abuso d’ufficio, non è stato riconosciuto dalla sentenza.

Poi parla di autosospensione dal M5S in linea con il codice etico [sic] del Movimento, ma in realtà secondo le regole in vigore tra i pentagrillini, Appendino dovrebbe essere espulsa. E la questione non finisce qui perché se pochi giorni fa c’è stata l’archiviazione di un altro fascicolo che coinvolgeva la sindaca, quello aperto sulla consulenza fantasma al suo ex portavoce, Luca Pasquaretta, per il quale la procura ha mandato a processo per peculato altri indagati ma non lei, resta apertissima la questione Appendino con il processo per i fatti di piazza San Carlo che arriverà alle battute finali a metà novembre.

 

(21 settembre 2020)

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