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Lo Ius Scholae e la pochezza dei sovranisti (che tanto piacciono a Salvini e Meloni)

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di Redazione Politica

Il confronto parlamentare relativamente al tema Ius Scholae mette ancora una volta in luce la pochezza argomentativa dei rappresentanti eletti di area sovranista che, tra spicciolo benaltrismo, slogan d’accatto e ridicoli emendamenti, dimostrano di non sapersi calare nella realtà della società contemporanea e di non saper affrontare in modo approfondito le istanze che da essa arrivano.

La Buona Destra del Piemonte, anche pensando ai tanti piccoli nostri “concittadini” che riconoscono il nostro Paese come il loro, perché qui da anni risiedono e studiano, sostiene la necessità di arrivare in tempi brevi ad una svolta storica che assicuri i giusti diritti a tutti coloro che ne possono, giustamente, godere.

“A differenza dello Ius Soli, lo Ius Scholae è una proposta tipicamente di destra, impregnata di valori liberali e che va nella direzione dell’inclusione delle giovani generazioni che hanno assorbito e fatto loro i valori e la cultura del nostro Paese”, così Claudio Desirò, Segretario Regionale di Buona Destra Piemonte.

“L’atteggiamento del mondo sovranista di destra non fa altro che mettere in luce da un lato la loro lontananza dai valori liberali alla base della nostra area, dall’altro la loro pochezza argomentativa che li porta a mettere in atto una politica da cortile”, continua Desirò, “Dagli scranni di Lega e FDI sono stati proposti circa 700 emendamenti, la maggior parte al limite del ridicolo: sarebbe interessante, ad esempio, valutare quanti tra le fila della Lega, sarebbero in grado di risultare sufficienti ad un esame specifico sulla “Storia degli usi e costumi dai romani ad oggi” o sulle “tradizioni popolari più rinomate”. Solo due esempi, ma molti altri se ne potrebbero fare, di richieste assurde fatte per tentare di affossare il percorso legislativo. Tra l’altro, la presentazione di questi emendamenti così assurdi, contrasta con l’atteggiamento benaltrista degli stessi partiti che si scagliano contro l’iter parlamentare in presenza di problemi, a loro dire, più contingenti”, aggiunge Desirò, “la continua contrapposizione di diritti civili e di diritti sociali evidenzia l’incapacità di essere pragmaticamente concreti nell’offrire soluzioni utili al futuro del nostro Paese. La legge, nel suo percorso, potrà essere migliorata ma i NO a priori ed i tentativi di affossamento attraverso un atteggiamento da avanspettacolo, non fanno il bene del Paese e non vengono incontro ai diritti delle migliaia di bambini che in Italia ed in Piemonte vivono, studiano e si sentono italiani”, conclude Desirò.

La Buona Destra del Piemonte continuerà a lavorare sul territorio regionale e con le istituzioni affinché si possa arrivare velocemente ad una soluzione che tenga conto dei diritti di tutti: di chi è italiano di nascita e di chi lo è divenuto “d’adozione” e lo possa diventare anche di fatto.

 

(10 luglio 2022)

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