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Chiesti un anno e otto mesi per Chiara Appendino per i fatti di Piazza San Carlo

di Redazione #Torino twitter@torinonewsgaia #Appendino

 

I fatti di Piazza San Carlo del 3 giugno 2017, mentre la Sindaca Appendino era al seguito della Juventus in terra straniera, sono noti. Per quei fatti quattro persone sono già state condannate. Ciò che successe fu che quattro delinquentelli spruzzarono spray al peperoncino per scatenare il panico, ci riuscirono perfettamente, si scatenò un fuggi fuggi generale e due persone morirono. I feriti furono milleseicento. Altro che storie.

La Sindaca disse molto sulla questione, e quel molto fu sempre troppo poco. Disse “In piazza San Carlo qualcosa non ha funzionato” perché, meno male, se n’era accorta. Ora le tocca fare i conti con la richiesta di condanna di un anno e otto mesi, la Sindaca ha chiesto il rito abbreviato, che il procuratore aggiunto Vincenzo Pacileo ha chiesto accusandola di omicidio, lesioni e disastro colposi:

Appendino avrebbe dovuto annullare la manifestazione perché non era possibile garantire la sicurezza e l’incolumità degli spettatori. In particolare non era stato “preventivamente acquisito il parere obbligatorio e vincolante della Commissione provinciale di vigilanza come previsto dal Tulps e necessario a verificare le condizioni di sicurezza per l’incolumità pubblica”. Le viene contestato anche di non aver firmato un’ordinanza che bloccasse la vendita di bottiglie di vetro, visto che i tifosi rimasero feriti anche per i cocci che lastricavano la piazza.

Lo scrive Repubblica citando l’accusa, mentre l’avvocato difensore della Sindaca del “non mi ricandido” sostiene: “Una richiesta che non mi aspettavo nel senso che stiamo andando su un territorio dove organizzare delle manifestazioni può diventare un problema, non vorrei che alla fine passasse il principio che è meglio non fare più nulla. Il pubblico ministero ha portato avanti l’ indagine in questo modo e queste sono le richieste, adesso tocca a noi”. L’udienza in cui è previsto l’intervento delle difese della sindaca è fissata per il 16 dicembre prossimo.

Il Comune di Torino, in occasione di quella serata non si è fatto mancare nulla: per l’ex questore di Torino Angelo Sanna la richiesta di condanna è stata di un anno e otto mesi (difeso dagli avvocati Roberto Macchia e Simona Grabbi), per il presidente di Turismo Torino Maurizio Montagnese un anno e sette mesi (assistito da Fulvio Gianaria e Alberto Mittone), per l’ex capo di gabinetto di Palazzo Civico Paolo Giordana due anni (avvocato Maria Turco) e 3 anni e sei mesi per l’architetto che progettò l’allestimento della piazza Enrico Bertoletti (difeso da Paolo Pacciani).

 

(21 novembre 2020)

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